APPUNTI DISORDINATI DI VIAGGIO

APPUNTI DISORDINATI DI VIAGGIO: oggi apro questa nuova pagina del mio blog.

Il VIAGGIO è il viaggio della mia vita, nel senso dei miei pensieri, di tutto quello che mi fa girare la testa, che non mi fa dormire la notte, del mio viaggio di crescita esistenziale… che ovviamente per la maggior parte ruota intorno all’archeologia, la mia incondizionata passione e “croce e delizia” delle mie giornate.

DISORDINATI perché ovviamente non seguiranno un ordine cronologico ma li scriverò così come vengono, senza nessuna pianificazione logica e sensata…un po’ come è in fondo la mia vita…

Il mio viaggio esistenziale non sarebbe poi tale senza la mia reflex …la mia seconda passione letteralmente viscerale… sempre in mano quando sto in giro…

la macchina fotografica è il prolungamento dei miei occhi…

Occhi che adorano i dettagli così tanto che quando mi serve una foto d’insieme non ce l’ho mai…però io sono così anche nella vita; sia i luoghi che le persone li ricordo per i dettagli: uno sguardo, il timbro della voce, un sopracciglio che si solleva in un certo modo, le dita della mano, le labbra, quella specifica emozione che mi ha investito come una scossa elettrica in un decimo di secondo…

nuvole_cielo

Quando ero piccola mi avevano regalato una reflex. Ero venuta a vivere fuori Roma e mi ricordo che rimasi imbambolata guardando (finalmente) il cielo e le nuvole. Sì perché a Roma per il fatto che ci sono palazzi molto alti e che devi stare sempre attento a non finire investito da qualche macchina, il cielo te lo scordi che esiste, non lo guardi mai.

E’ così che invece fuori da Roma iniziai a fotografare solo nuvole, quasi tutti i giorni…anche questa abitudine farà parte dei miei appunti disordinati di viaggio, magari con le nuvole che abbracciano qualche sito antico.

stelle

Poi, soprattutto, mi perdo tra le stelle, un altro amore di sempre, che sto iniziando a fondere con l’archeologia. Infatti da sempre l’uomo ha rivolto lo sguardo al cielo per trarne informazioni ed emozioni.

Il cielo notturno, con tutte le innumerevoli stelle, ci fa sentire minuscoli rispetto all’infinità dell’Universo; la notte inoltre, nascondendo ciò che normalmente è ben visibile, da un lato accentua la nostra inquietudine e il timore di pericoli ignoti, dall’altra ci fa sentire diversi, ci aiuta a prendere contatto con la parte più segreta di noi stessi. E’ così che dalla Preistoria fino ad oggi noi guardiamo il cielo e ci facciamo le stesse domande davanti alla Luna e alle stelle: “Perché esistono? Perché esistiamo? Stanno forse cercando di dirci qualcosa?”

Proprio un anno fa aprivo questo blog. Un blog che ha avuto una sua evoluzione nel corso dei mesi; da notizie e scoperte in giro per il mondo, sono andata piano piano a concentrarmi su quello che mi circonda fisicamente: musei, mostre, aree archeologiche perché quello che mi sta a cuore è far conoscere a tutti le meraviglie che stanno proprio dietro casa, e magari così valorizzarle come meriterebbero e tutelarle.

Fare in modo che anche chi ci sarà dopo di noi possano trarne insegnamento storico e spirituale… come in realtà faccio io.

Un anno fa aprivo questo blog anche, e soprattutto, perché non mi andava più giù di darla vinta ad un sistema che dà voce non a chi è in gamba e sa fare comunicazione archeologica…ma sempre e solo ai soliti amici degli amici… E così ho iniziato da sola questo progetto editoriale: fatto di recensioni di musei e spiegazioni scientifiche di reperti e siti archeologici.

Stamattina, però, quando mi sono svegliata ho sentito la necessità di un cambiamento, il solo canale di comunicazione “professionale” mi sta stretto… voglio provare a comunicare anche le emozioni e le sensazioni del mio girovagare sempre tra antiche necropoli, tra le sale solitarie di un museo, davanti al tramonto sull’Ara della Regina, sotto la via Lattea sulla cima di una città del Bronzo Antico…

Tutto questo perché voglio invitare a vivere i “freddi” reperti archeologici con le corde più profonde che hai dentro.

Questo perché quegli oggetti sono stati plasmati da una persona come noi, che chissà a cosa pensava mentre lavorava con le mani quell’oggetto, e sono stati usati da persone come noi, anche loro persi in chissà quali pensieri ed emozioni… osservandolo e concentrandoci forse riusciamo ancora a percepire le emozioni che su quell’oggetto sono rimaste impresse e aggrappate… perché le emozioni non si dissolvono mai, ma stanno lì per noi, se sappiamo coglierle di nuovo.

Perché noi siamo spirito, siamo fatti di spirito e la carne è solo un involucro temporaneo.

E’ per questo che tutta la nostra vita dovrebbe essere tutta tesa a costruire il nostro bagaglio di viaggio, un tipo di bagaglio che poi ci porteremo via; e l’unico tipo di bagaglio che noi ci porteremo via è la conoscenza, le emozioni e l’amore… l’evoluzione spirituale…un’evoluzione spirituale che si può innescare meditando e osservando la spiritualità e la saggezza degli antichi.

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