ArchivioFréjus romana: Forum Iulii tra porto, anfiteatro e aquedotto
I resti dell'acquedotto romano. Fréjus. Costa Azzurra

Fréjus romana: Forum Iulii tra porto, anfiteatro e aquedotto

C’è una Fréjus che si vede appena sotto la superficie della città moderna.

È quella di Forum Iulii, la città romana affacciata sull’antico golfo, attraversata dalle vie che collegavano la Gallia all’Italia e alla Spagna e dotata di uno dei porti più importanti della costa mediterranea romana.

Fréjus si trova a metà strada tra Cannes e Saint-Tropez, nel cuore della Costa Azzurra in Francia. A pochi kilometri, e di fatto in contatto, con la località più conosciuta di Saint-Raphael.

Oggi il mare è più lontano, il porto antico è scomparso quasi completamente e le strade moderne hanno occupato gran parte dell’antica città. Ma camminando per Fréjus si incontrano ancora mura, porte, anfiteatro, teatro, acquedotto, strutture portuali e resti di edifici pubblici.

E poi c’è il museo archeologico, dove molti dei frammenti ritrovati negli scavi permettono di ricomporre, almeno in parte, il volto dell’antica Forum Iulii.

La storia romana di Fréjus inizia nella seconda metà del I secolo a.C.

La città romana

Forum Iulii si trovava su un’importante arteria stradale. Attraverso la via Aurelia (proveniente dall’Italia) e caratterizzata da numerosi stazioni come Blais (Forum Voconii), Cabasse (Matavo), Tourves (Ad Turrem), attraversava poi Aix-en-Provence (Aquae Sextiae) per congiungersi ad ovest con la via Domitia, che dalla valle del Rodano si dirigeva verso la Spagna.

La topografia dell’antica città fu inizialmente determinata dal terreno accidentato del sito: furono create numerose terrazze per ospitare blocchi residenziali e monumenti pubblici. Tracce di un impianto urbanistico primitivo (I secolo a.C.) sono state individuate nei quartieri meridionali della città, presso la Butte Saint-Antoine, non lontano dal porto.

Nel I secolo d.C. fu adottato un nuovo impianto urbanistico e venne ridefinito il tracciato degli assi principali della città (il cardo e il decumano). Costruiti simultaneamente con le mura e le porte della città, seguono una direzione nord-est/sud-ovest sovrapponendosi al piano originario. Questo schema è riscontrabile in gran parte della città: nei quartieri settentrionali del teatro e del Clos de la Tour, e nel quartiere orientale del tribunale e di Place Formigé. Fuori dalle mura l’orientamento nord-sud diventa la norma (alla Porte d’Orée e nella necropoli di Pauvadou).

Contesto geografico e storico

Fréjus, l’antico Forum Iulii, colonia romana, sorgeva sul promontorio alla foce dell’Argens, una posizione strategica che le permetteva un ottimo controllo delle vie di comunicazione marittime e terrestri.

Le informazioni sulla conquista romana ci sono pervenute attraverso i resoconti di Polibio, Strabone e Plinio il Vecchio.

Il Forum Iulii e il mare

Recenti ricerche anche sull’evoluzione della linea di costa hanno notevolmente trasformato la nostra comprensione del litorale all’epoca della fondazione della colonia. Queste scoperte hanno avvicinato l’antica città al mare. Ora sappiamo che la collina di Saint-Antoine era bagnata direttamente dal Mediterraneo, ed è probabilmente su questo promontorio che fu fondato l’insediamento di Cesare. Questa configurazione della linea costiera ha anche modificato la nostra comprensione del bacino portuale che, da porto lagunare, relativamente chiuso, è ora considerato un porto in gran parte aperto al mare. Lo sviluppo di strutture per l’allevamento ittico, come lo stagno scoperto in Rue Aristide Briand, immediatamente ai piedi della città, contribuisce inoltre a delineare l’immagine di una città intimamente legata alle risorse del mare.

Augusto

Ma fu soprattutto con Augusto che Forum Iulii conobbe una trasformazione radicale.

Dopo la battaglia di Azio del 31 a.C., alcune delle navi catturate alla flotta di Marco Antonio furono trasferite proprio qui: è così che Forum Iulii divenne una importante base navale romana e ricevette veterani della VIII Legione, entrando in una nuova fase della propria storia.

La città crebbe rapidamente.

Furono costruiti edifici pubblici, infrastrutture, terme, teatro, anfiteatro e acquedotto. Anche l’economia si sviluppò grazie all’agricoltura, alla produzione di vino, quindi una città romana di provincia che era un porto, una colonia, un centro commerciale e una base militare.

Fréjus la lanterna di Augusto

Fréjus. camminando per la città

Il porto romano di Fréjus: quando il mare arrivava in città

Una delle cose più interessanti da ricordare visitando Fréjus è che la linea di costa antica non coincide con quella moderna. Infatti il porto romano si trovava molto più vicino alla città ed era costituito da un grande bacino artificiale, collegato al Mediterraneo attraverso un canale.

Nel corso del tempo però questa linea di costa subì un interramento progressivo con conseguente cambiamento radicale del paesaggio. Fu così che il porto che aveva rappresentato una delle principali ragioni della fortuna di Forum Iulii finì lentamente per perdere la propria funzione e lentamente scomparire: oggi ne restano solo alcune tracce, insieme alla Porte Dorée e alla cosiddetta Lanterne d’Auguste.

Lanterne d’Auguste

La Lanterne d’Auguste è uno dei resti più evocativi dell’antico paesaggio portuale di Forum Iulii. Oggi si trova immersa nella città moderna, ma duemila anni fa questo luogo aveva un aspetto completamente diverso.

Si tratta di una struttura a pianta esagonale, alta originariamente circa 10 metri e sormontata da una copertura piramidale. La sua funzione è generalmente interpretata come quella di un segnale per la navigazione, probabilmente utilizzato per indicare l’ingresso dell’antico porto romano alle imbarcazioni che arrivavano dal Mediterraneo.

Noi ci siamo stati e oggi sembra quasi fuori posto. È difficile immaginare che intorno a quella struttura ci fosse un paesaggio fatto di acqua, imbarcazioni, banchine, magazzini e attività portuali. La linea della costa è infatti cambiata profondamente nel corso dei secoli e l’antico bacino portuale è ormai lontano dal mare.

La Lanterne d’Auguste è quindi una piccola ma importante testimonianza della Fréjus romana come città marittima, quando Forum Iulii era uno dei porti strategici della Gallia Narbonense e un importante punto di collegamento tra il Mediterraneo e l’entroterra.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’archeologia di Fréjus: il paesaggio antico è scomparso, ma alcuni suoi punti di riferimento sono ancora lì, abbastanza per permetterci di ricostruire, almeno con l’immaginazione, una città romana molto diversa da quella che vediamo oggi.

Porte Dorée

A pochi passi dall’antico porto romano si conserva uno dei resti più curiosi di Fréjus: la Porte Dorée. Nonostante il nome, non si tratta di una porta della città, ma dell’unica grande struttura ancora visibile delle antiche terme romane di Forum Iulii.

Quella che oggi appare come un’imponente arcata apparteneva al frigidarium, la grande sala destinata ai bagni freddi. Il complesso termale comprendeva anche altri ambienti, tra cui una piscina scoperta (natatio) e una sala calda (caldarium), e doveva essere uno degli spazi importanti della vita pubblica della città romana.

La struttura è realizzata in opus vittatum mixtum, una tecnica che alternava filari di pietra e mattoni, caratteristica dell’architettura romana. La costruzione viene generalmente collocata nel II secolo d.C., periodo nel quale Forum Iulii era ormai una città pienamente sviluppata.

Anche il nome “Porte Dorée” racconta una piccola storia archeologica: nel XVII secolo furono rinvenuti alcuni chiodi dorati e altri elementi metallici che fecero pensare alla presenza di un rivestimento marmoreo. Da questa interpretazione nacque il nome rimasto fino a oggi.

Gli scavi condotti nell’area hanno restituito inoltre importanti reperti, tra cui una statua femminile monumentale e una testa di Giove, oggi conservate nel Museo Archeologico di Fréjus. 

Le mura romane e le Porte delle Gaules e de Rome

Forum Iulii era protetta da una grande cinta muraria e il primo impianto risale probabilmente all’età augustea, anche se il sistema difensivo fu modificato in diverse fasi. La cinta racchiudeva un’area di circa 47 ettari, con un perimetro di circa 3,75 chilometri.

Le mura erano caratterizzate da porte monumentali e da numerose aperture minori e due delle antiche porte sono ancora riconoscibili:

Porta des Gaules e Mura. Fréjus. Costa Azzurra

  • Porte de Rome, sul lato orientale;
  • Porte des Gaules, sul lato occidentale.

La Porte des Gaules è particolarmente interessante perché permette di leggere ancora oggi il rapporto tra la città e la viabilità romana. Non vi dovete aspettare un monumento spettacolare nel senso classico del termine ma è piuttosto una traccia urbana.

Ed è proprio questo il modo migliore per avvicinarsi a Fréjus: non cercare soltanto il monumento da fotografare, ma provare a capire come i singoli resti appartenevano a una città molto più grande.

L’anfiteatro romano di Fréjus: gli spettacoli 

Tra i monumenti meglio riconoscibili di Forum Iulii c’è l’anfiteatro romano, oggi chiamato anche Arènes de Fréjus.

Eretto all’inizio del II secolo d.C., probabilmente nella seconda metà del secolo, fuori dalla cinta muraria. La struttura sfruttava in parte il pendio naturale e poteva accogliere oltre 10.000 spettatori secondo le stime comunemente riportate. Qui si svolgevano gli spettacoli pubblici tipici del mondo romano: combattimenti tra gladiatori, venationes e altre forme di intrattenimento collettivo.

Attorno all’arena centrale, gradinate disposte a forma ellittica permettevano a tutti gli abitanti del Forum Iulii di prendere posto. La sua posizione fuori delle mura cittadine, vicino alla Porta des Gaules lo rendeva un simbolo di potere della colonia. Tuttavia i resti ancora visibili oggi sono il risultato di interventi di epoca medievale e moderna.

Oggi la grande facciata esterna non è più conservata e ciò che resta permette soprattutto di leggere la struttura interna del monumento: muri radiali, sostruzioni e sistemi che sostenevano la cavea.

l'antico teatro romano a Fréjus. Francia. Costa Azzurra
l'antico teatro romano a Fréjus. Francia. Costa Azzurra

Il teatro romano: spettacolo, architettura e vita urbana

A Fréjus esisteva anche un teatro romano, destinato a spettacoli teatrali, musicali e rappresentazioni pubbliche.

È un edificio diverso dall’anfiteatro, anche se oggi i due termini vengono spesso confusi.

Il teatro aveva una cavea semicircolare e una scena monumentale. Il muro di facciata della scena era lungo circa 84 metri e doveva essere decorato con colonne e statue. Di questa architettura scenografica rimangono però soprattutto fondazioni e strutture di sostegno.

Il teatro racconta quindi una Fréjus diversa da quella militare e portuale.

Una città nella quale esistevano spazi per la rappresentazione pubblica, la cultura, la socialità e lo spettacolo.

l'antico acquedotto romano a Fréjus. Costa Azzurra. Francia
l'antico acquedotto romano a Fréjus. Costa Azzurra. Francia

L’acquedotto romano di Fréjus: 42 km per portare l’acqua in città

Tra le opere di ingegneria più impressionanti di Forum Iulii c’è l’acquedotto, e devo dire che è davvero uno spettacolo seguire il suo percorso con la macchina.

Il sistema captava l’acqua presso le sorgenti della Siagnole, a circa 515 metri di quota, e la conduceva verso Fréjus per un percorso di circa 42 chilometri.

L’acquedotto era prevalentemente sotterraneo, ma in alcuni punti doveva superare vallate e dislivelli attraverso ponti e arcate.

Sono ancora visibili numerosi tratti.

L’opera comprendeva 36 ponti-acquedotto, 28 dei quali nella valle del Reyran. Uno dei passaggi più spettacolari è quello della Roche Taillée, dove il canale fu scavato direttamente nella roccia.

Per gli abitanti di Forum Iulii l’acqua non era soltanto una comodità, era parte dell’organizzazione stessa della città: alimentava fontane, abitazioni, strutture pubbliche e terme.

L’acquedotto è quindi uno dei luoghi in cui si comprende meglio la dimensione concreta della romanizzazione: non soltanto templi e statue, ma infrastrutture capaci di trasformare il modo di vivere di un’intera comunità.

Il Museo Archeologico di Fréjus: la città romana raccontata attraverso i reperti 

Per comprendere davvero Forum Iulii, dopo aver camminato in città tra le rovine antiche, vale la pena entrare nel Musée Archéologique de Fréjus.

Il museo si trova nel centro storico, all’interno di ambienti del gruppo episcopale medievale, e conserva reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati nel territorio di Fréjus.

L’esposizione è organizzata intorno ad alcuni aspetti fondamentali della vita della città antica:

  • produzione ceramica;
  • abitazioni;
  • vita quotidiana;
  • necropoli;
  • scultura e decorazione architettonica;
  • organizzazione urbana.

All’ingresso una grande maquette di Forum Iulii aiuta a ricostruire l’estensione e l’organizzazione della città antica.

È un passaggio importante perché permette di fare quello che le rovine, da sole, non sempre consentono: ricomporre la città.

L’opera rappresenta due teste unite e costituisce oggi uno dei simboli archeologici di Fréjus ed è uno di quei reperti davanti ai quali l’archeologia smette di essere soltanto urbanistica ed improvvisamente la città romana torna ad avere dei volti.

La presenza di sculture di questo tipo testimonia inoltre la ricchezza degli edifici pubblici e privati della colonia e il livello della decorazione monumentale raggiunto da Forum Iulii.

Scoperta nel 1970 nel sito del Clos de la Tour a Fréjus, quest’opera in marmo di Carrara è una delle sculture antiche più notevoli del Sud della Francia. Appartiene alla nota serie di teste su una colonna dette “erme” dal nome del dio greco per il quale questo tipo di rappresentazione fu creato nell’arte greca del VI secolo a.C.

La figura più giovane, la cui espressione beffarda è resa in modo così riuscito, è facilmente identificabile: le piccole corna sulla fronte, le orecchie a punta e le ghiandole raffigurate in rilievo sul collo lo identificano chiaramente come Pan, il dio caprino della mitologia greca, identificato con il fauno romano. L’altra figura, con la barba ben pettinata, è un dio di mezza età con un’espressione più saggia. Le orecchie a punta, simili a quelle di Pan, sono l’unico indizio che lo colloca nella cerchia di Dioniso/Bacco, ma si potrebbe esitare tra una rappresentazione del dio stesso o del suo compagno Priapo, la divinità della fertilità e dell’abbondanza, spesso associata ai giardini. Il trattamento dell’acconciatura, in particolare le lunghe ciocche che ricadono sul petto e l’espressione sorridente del dio barbuto collegano quest’erma alle sculture “arcaizzanti” che, all’inizio dell’impero, si ispiravano alle opere greche della fine del periodo arcaico (inizio V secolo a.C.).

Il contesto del ritrovamento (un complesso abitativo del IV secolo d.C.) non fornisce indicazioni sulla datazione o sulla funzione di questa scultura, ma i confronti stilistici con opere rinvenute in Italia suggeriscono una datazione all’inizio del periodo imperiale, probabilmente tra gli anni 40 e 50 d.C.

Un altro reperto importante conservato nel museo è il mosaico policromo detto della Pantera.

Il mosaico appartiene a quel mondo domestico che spesso rischia di passare in secondo piano rispetto ai grandi monumenti.

Eppure sono proprio pavimenti, mosaici, ceramiche e oggetti d’uso quotidiano a raccontare la vita concreta degli abitanti.

Nel museo viene inoltre evocata la casa romana di Place Formigé, offrendo una lettura dell’abitare romano che completa quella dei grandi edifici pubblici.

La raffigurazione di una pantera da sola è molto rara nell’iconografia dei mosaici antichi. Il prototipo potrebbe essere un mosaico di Pompei (ora al Museo di Napoli) estremamente simile a quello di Fréjus. Va notato che la pantera è uno degli animali prediletti di Dioniso-Bacco e che nel mosaico di Pompei compaiono due attributi bacchici: il tirso e il rhyton. A Fréjus il tono dionisiaco è più discreto, ma il kantharos e le foglie d’edera occupano un posto di rilievo in questa pavimentazione, rendendo il collegamento certo.

Ceramiche, fornaci e produzione: l’economia quotidiana di Forum Iulii

Una parte particolarmente interessante delle collezioni riguarda la produzione ceramica.

La presenza di argille di buona qualità favorì lo sviluppo di vere e proprie attività artigianali. Forum Iulii non viveva infatti soltanto di commercio e attività militari: intorno alla città si sviluppò una produzione destinata sia al consumo locale sia agli scambi.

Anfore, recipienti e ceramiche diventano così una sorta di documento economico.

Un coccio può raccontare una rotta commerciale.

Un’anfora può parlare di vino, olio o prodotti alimentari.

Una ceramica può indicare un’attività artigianale e la sua organizzazione.

È uno dei motivi per cui nei musei archeologici mi soffermo spesso proprio sugli oggetti apparentemente meno spettacolari.

Sono quelli che raccontano meglio la vita di tutti i giorni.

Le necropoli: la città romana raccontata attraverso i suoi morti

Il museo dedica inoltre uno spazio al mondo funerario.

Le collezioni comprendono materiali provenienti da due necropoli scavate tra il 1983 e il 1987, che permettono di studiare pratiche funerarie e rituali della comunità di Forum Iulii.

Le necropoli sono fondamentali per l’archeologia urbana.

Una città romana non è infatti composta soltanto da strade, case e monumenti.

È fatta anche dai suoi morti.

Le tombe possono raccontare età, status sociale, rituali, oggetti personali e trasformazioni culturali.

In questo senso il museo completa il viaggio iniziato tra le rovine: dalla città dei vivi alla città dei morti.

FRÉJUS ROMANA: cosa rimane oggi di Forum Iulii?

Il fascino archeologico di Fréjus sta proprio nella quantità e nella varietà delle testimonianze ancora leggibili.

Tra i principali resti romani da cercare durante una visita ci sono:

  • l’anfiteatro romano
    Uno dei monumenti più riconoscibili della città antica.
  • il teatro romano
    Conserva strutture e fondazioni dell’antico edificio per spettacoli.
  • l’acquedotto
    Uno dei sistemi infrastrutturali più importanti, con numerosi tratti visibili anche fuori dal centro.
  • le mura romane
    Con le testimonianze delle antiche porte della città.
  • la Porte des Gaules e la Porte de Rome
    Resti della grande viabilità urbana e della cinta fortificata.
  • la Lanterne d’Auguste
    Una delle testimonianze più suggestive dell’antico paesaggio portuale.
  • i resti del porto antico
    Frammenti di quella che fu una delle infrastrutture fondamentali della città.
  • la Butte Saint-Antoine e la Plate-Forme romaine
    Aree archeologiche che aiutano a comprendere la funzione strategica e amministrativa dell’antico insediamento.
  • le terme e le strutture dell’abitato
    Testimonianze meno appariscenti ma fondamentali per ricostruire la vita quotidiana.

L’insieme di questi luoghi restituisce un’immagine molto più complessa rispetto alla semplice idea di “rovine romane”.

Visitare Fréjus romana: un museo a cielo aperto nel cuore della Costa Azzurra

La cosa che più mi ha colpito di Fréjus è che l’antica città non è confinata in un unico parco archeologico.

È sparsa.

Affiora tra le strade moderne, compare dietro un edificio, segue il tracciato di una strada, riemerge in un muro, si nasconde dentro un museo.

Bisogna ricomporla mentalmente.

E forse è proprio questo il bello.

Forum Iulii non si offre tutta insieme come una Pompei perfettamente conservata. È una città frammentaria, come spesso accade nei luoghi che hanno continuato a essere abitati per duemila anni.

Camminare a Fréjus significa quindi fare un piccolo esercizio di archeologia: osservare ciò che resta e provare a immaginare ciò che non c’è più.

Il porto dove oggi non arriva più il mare.

Le strade percorse da persone di cui non conosciamo il nome.

L’acquedotto che portava acqua da decine di chilometri.

Il teatro pieno di spettatori.

L’anfiteatro rumoroso.

Le domus decorate a mosaico.

Le botteghe.

Le necropoli.

E, sopra tutto questo, la città che continua a vivere.

Forum Iulii non è scomparsa del tutto.
Ha semplicemente cambiato forma.

🧭INFORMAZIONI UTILI

Il Musée Archéologique de Fréjus si trova in Place Calvini, nel centro storico. Le collezioni sono dedicate soprattutto all’archeologia del territorio e alla città romana di Forum Iulii.

Per una visita archeologica completa conviene abbinare museo + anfiteatro + teatro + mura + Porte des Gaules + area dell’antico porto + acquedotto, perché soltanto mettendo insieme questi luoghi si riesce a percepire la reale dimensione della città romana.

🌿Sito web Museo Archeologico

🎭Sito Web Anfiteatro

+ approfondimento

🎭Sito Web Teatro

+ approfondimento

💧Sito Web Acquedotto

🌿Sito web Mura+Porta des Gaules

🌿Sito Web antico porto

🌿Sito web i punti archeologici di interesse visibili in città

🌿Tutte le foto sono a cura di Francesca Pontani

Il viaggio continua 🌿

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