MASSI DI CEMMO: nel cuore del megalitismo alpino in Valle Camonica
«L’arte rupestre è il più grande archivio di conoscenze sul proprio passato che l’umanità possiede. L’arte rupestre non è stata prodotta solo per abbellire le rocce, ma per la necessità degli uomini di comunicare.» E. Anati
I Massi di Cemmo si trovano in Valle Camonica, nel comune di Capo di Ponte (provincia di Brescia, Lombardia), nel cuore di una valle alpina che custodisce uno dei patrimoni archeologici più straordinari d’Europa. Il sito è immerso in un paesaggio montano che unisce natura e memoria, ed è parte integrante del Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, inserito nel 1979 nel Patrimonio Mondiale UNESCO come parte del sito seriale Arte rupestre della Valle Camonica.
Nella Val Camonica, ai piedi delle Alpi, enormi massi emergono come altari primordiali: i Massi di Cemmo. Le loro superfici, incise migliaia di anni fa, custodiscono un linguaggio fatto di simboli, guerrieri e figure cosmiche. Non sono solo pietre: sono soglie verso un tempo remoto, quando l’uomo scolpiva il suo dialogo con le forze della natura e con il mistero del divino.
🌲UN SANTUARIO MEGALITICO UNICO IN VAL CAMONICA
Nel cuore della Valle Camonica, dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO, il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo conserva uno dei più importanti santuari megalitici dell’età del Rame (IV-III millennio a.C.). Qui, tra stele antropomorfe e massi istoriati, si celebravano riti e cerimonie in memoria degli antenati.
Questi luoghi, parte del fenomeno del megalitismo alpino, erano in connessione con altri contesti coevi: la Valle d’Aosta, il Garda, la Valle dell’Adige, e ancora più lontano, il Mediterraneo e l’Europa occidentale.
I Massi di Cemmo sono portali di pietra: spirali, figure e segni scolpiti millenni fa vibrano come echi cosmici, svelando il legame sacro tra l’uomo, la terra e l’eterno mistero della vita.
I SANTUARI MEGALITICI DELL’ETÀ DEL RAME E IL MEGALITISMO ALPINO
Nell’età del Rame (IV-III millennio a.C.), in Valle Camonica furono fondati estesi santuari all’aperto con allineamenti di stele e massi istoriati, periodicamente frequentati per cerimonie in memoria degli antenati.
Questi luoghi di culto, presenti in Lombardia solo qui e nella vicina Valtellina, si confrontano con altri dello stesso periodo noti in area alpina (in Valle d’Aosta, lungo la Dora Baltea, nell’alto Garda e nella Valle dell’Adige) espressione del fenomeno del megalitismo alpino, a sua volta collegato al più esteso fenomeno del megalitismo mediterraneo ed europeo.
Abbandonati alla fine del III millennio a.C., i santuari in alcuni casi furono di nuovo frequentati nel corso del I millennio a.C., nell’età del Ferro, e anche in età romana e oltre. Infatti edifici di culto cristiani furono talora costruiti in prossimità, perpetuando nei millenni l’identità di luoghi della memoria.
(da Mezzena F., 1998, Le stele antropomorfe nell’area megalitica di Aosta, in Dei di pietra. La grande statuaria antropomorfa nell’Europa del III millennio a.C., Catalogo mostra, Aosta, con aggiornamenti e, per l’Italia settentrionale, da Poggiani Keller R., a cura di, 2009, La valle delle incisioni, catalogo della mostra).
Il Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo, sede di un santuario megalitico, è stato aperto al pubblico nel 2005, e fa parte di un percorso di valorizzazione di questo tipo di contesti archeologici realizzato nell’ambito del Sito UNESCO “Arte rupestre della Valle Camonica” e comprende oltre a Cemmo:
- Il parco archeologico comunale di Ossimo-Anvòia
- Il sito archeologico dei Corni Freschi di Darfo Boario Terme
- Il sito archeologico di Borno-Valzel de Undine
Le numerose stele rinvenute nel corso dello scavo condotto a Cemmo tra il 2000 e il 2013 sono esposte nel MUPRE-Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Capo di Ponte.
🍁Storia delle ricerche e scoperta dei Massi di Cemmo
«In un campo che si incontra prima di giungere alla Pieve, due grossi trovanti con sculture e graffiti simili a quelli famosi del Lago delle Meraviglie nelle Alpi Marittime…».
Individuati nel 1909 dal geografo Gualtiero Laeng, i Massi di Cemmo rappresentano la prima scoperta dell’arte rupestre della Valle Camonica, riconosciuta nel 1979 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Dopo la segnalazione sulla Guida su Piemonte, Lombardia, Canton Ticino del Touring Club italiano del 1914, l’area dei Massi di Cemmo fu oggetto di una serie di ricerche condotte a più riprese dal 1930 ad oggi, che hanno portato alla scoperta, nel 2000, di un esteso santuario megalitico fondato nel IV millennio a.C. nella vallecola glaciale del Pian delle Greppe, alla base di un’alta parete rocciosa, sulle sponde di un laghetto effimero.
1930-31. furono aperti sondaggi davanti i Massi 1 e 2: non diedero risultati apprezzabili per definire cronologia e natura del contesto.
- 1962. nuove indagini e studi furono intrapresi da Emmanuel Anati. I sondaggi aperti chiarirono che i massi erano stati incisi dopo il crollo dalla parete retrostante. Inoltre, studiando le incisioni Anati riconobbe più fasi di istori azione datate tra l’età del Rame e l’antica età del Bronzo.
- 1964. lo Stato acquisì l’area attorno ai Massi e allestì l’Area archeologica dei Massi di Cemmo.
Seguono altre indagini nel corso degli anni.
Gli scavi condotti dalla Soprintendenza tra 2000 e 2013 hanno rivelato la lunga storia del sito in cui sorge il santuario che ha in comune con tutti i grandi centri megalitici europei una lunghissima durata, attraverso 8 millenni.
Mesolitico antico (VII millennio a.C.). A quest’epoca risale un piano di calpestio con buche contenenti lastre litiche infitte e strumenti micro litici.
Neolitico recente (V millennio a.C.). Al lato sud del masso Cemmo 1 si addossa una struttura infossata di forma ovale attribuibile alla Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata.
Età del Rame (IV-III millennio a.C. fino alle soglie del II millennio a.C.). Viene costruito il santuario megalitico: davanti ai massi Cemmo 1 e 2, incisi sul posto, furono innalzate numerose stele, in allineamento nord-sud, con la faccia istoriata rivolta verso oriente.
II millennio a.C. Il santuario viene abbandonato, una sorte comune a tutti i santuari megalitici camuni.
🌍 Un fenomeno europeo
Il santuario di Cemmo si inserisce in un più vasto fenomeno megalitico europeo, che dal Mediterraneo si estendeva fino alle coste atlantiche e al Caucaso. In Italia i principali centri di stele e massi incisi si trovano in Valle Camonica, Valtellina, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lunigiana, Puglia e Sardegna.
Stele e massi-menhir istoriati con raffigurazioni naturalistiche e simboliche costituiscono uno degli aspetti più interessanti della preistoria europea, tra la fine del Neolitico e l’età del Rame (IV-III millennio a.C.), fino alle soglie dell’età del Bronzo, con ritrovamenti diffusi dalle coste atlantiche fino all’area caucasica.
Nella penisola italiana il fenomeno è documentato in poche aree circoscritte: nell’arco alpino lungo la Dora Baltea nell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans e a Tina di Vestigné (Torino), in Valtellina e Valle Camonica in Lombardia, in Trentino Alto Adige. Stele sono note anche in Toscana (Lunigiana), in Puglia (Castelluccio dei Sauri e Bovino) e in Sardegna.
📜 L’arte rupestre dell’età del Rame
Nel III millennio a.C., in Valle Camonica e Valtellina si diffusero stele e massi incisi con armi (pugnali, alabarde, asce), animali selvatici (cervi, camosci, stambecchi, lupi) e figure simboliche come il disco solare, emblema di fertilità e vita.
Le scene scolpite erano legate a pratiche rituali: arature sacre per propiziare i raccolti, deposizioni votive, manipolazioni di ossa degli antenati. Un linguaggio religioso che, nella pietra, univa il cielo e la terra.
L’organizzazione sociale
Molto ci resta ancora da capire circa l’organizzazione sociale del popolo camuno e i dati ci pervengono, come per gli altri temi trattati, dalle figure incise sulle rocce.
Dalla loro dislocazione nella valle, dai siti di incisioni rupestri, dalla individuazione di possibili abitati e luoghi di culto, si può intuire come questo popolo fosse costituito da una concentrazione abbastanza omogenea nella quale i diversi gruppi umani abitanti in diversi gruppi della Valle erano autonomi, ma nello stesso tempo organizzati in comunità altrettanto legate tra di loro da interessi economici, strategici ed in modo particolare da credenze religiose.
Gli abitati principali erano siti nell’area dell’attuale Capo di Ponte e nelle zone circostanti; a sud e a nord erano disposti piccoli abitati minori forse aventi la funzione di controllo dei passaggi di accesso alla valle.
Dalle raffigurazioni pervenuteci risulta abbastanza chiaro come ogni individuo fosse addetto a compiti ben precisi. Alcuni erano dediti all’agricoltura, altri all’attività venatoria, altri all’artigianato, altri alla sicurezza della valle.
Dalle incisioni risulta come da un certo periodo, che potrebbe corrispondere all’età del Bronzo, esistesse una stratificazione sociale caratterizzata dalla classe dei capi, dei sacerdoti, degli artigiani, dei guerrieri, dei mercanti e dei contadini.
Ci sono di testimonianza le numerose scene di lotta rappresentate sulle rocce, nelle quali appaiono figure armate ed a cavallo, figure ornate di vistosi piumaggi, di copricapi, di corazze e figure semplici, ma armate di una carica di vitalità sorprendente.
✍️ I Massi di Cemmo
La religione
Parlare di popoli primitivi senza parlare della loro religiosità, dei riti, delle credenze, sarebbe una grave lacuna. Infatti, come per ogni comunità primitiva, anche per i Camuni la religione sta alla base ed influenza quindi l’organizzazione sociale e la vita.
In un ambiente ricco di manifestazioni naturali ancora inspiegabili come “Lo spirito del monte” (ombra del Pizzo Badile che si staglia nel cielo), dal rapporto tra i misteri della natura e della mente umana che cerca di interpretare questi misteri, provando sentimenti di meraviglia, stupore, emozione, scaturiscono gli dei.
Nasce così il culto del dio Sole, quella palla di fuoco che attraversa il cielo, che regola le stagioni, che riscalda la terra, quella Luce che fa brillare i colori e che si erge maestosa su tutte le cose infondendo ad esse forza e vita.
Il culto di questa divinità, che è alla base della religione dei Camuni, è ben espresso nelle numerose scene di culto rappresentate sulle rocce, dove, come nelle composizioni monumentali, tutte le creature viventi e tutte le manifestazioni di vita attorniano la figura del Sole in stretta dipendenza da lui, mentre l’uomo appare quasi il mezzo di unione tra la divinità e il mondo.
Al culto del Dio-Sole, si affiancano culti minori, come il culto del cervo, delle armi, il culto dei morti, degli eroi, della fecondità, il culto degli spiriti.
Processioni, danze propiziatorie, sacrifici, lotte rituali, preghiere comunitarie, erano gli atti di culto più frequenti.
L’atto stesso di incidere, era una forma di preghiera.
phsFrancescaPontani
L’arte rupestre dell’età del Rame in Valle Camonica e Valtellina
Nel III millennio a.C. l’arte rupestre è caratterizzata dal diffondersi di stele e massi erratici incisi con raffigurazioni naturalistiche e simboliche. Il fenomeno, di vasta portata, coinvolge con caratteristiche diverse numerose località dell’Europa, dalla penisola iberica fino all’Ucraina. In Valle Camonica-Valtellina il repertorio figurativo comprende armi (pugnali, asce, alabarde e in Valtellina arco e frecce), oggetti ornamentali (pendagli a doppia spirale, collari, cinturoni a bande lineari o a festoni), animali e figure umane.
La fauna selvatica è rappresentata da cervi, cerbiatte, stambecchi, camosci, volpi, lupi e cinghiali, quella domestica da cani, maiali e bovini talora aggiogati in coppia all’aratro o al carro.
Tra le figure simboliche spicca il disco solare, inciso in alto al posto del viso nei monumenti che richiamano maggiormente l’aspetto antropomorfo.
Grazie allo studio delle armi, delle sovrapposizioni tra le figure (determinanti a questo scopo sono state le stele Cemmo 3 e 4) e delle associazioni più ricorrenti, sono state riconosciute più fasi cronologiche all’interno delle stele e massi incisi camuno-tellini dell’età del Rame, interpretati come raffigurazioni di antenati o di entità divine.
In Valle Camonica i monumenti, rinvenuti nella posizione originaria solo negli scavi recenti a Cemmo, Ossimo-Anvòia e Ossimo-Pat, si concentrano prevalentemente sull’altopiano di Ossimo-Borno, pur non mancando anche in ambiti di fondovalle, a Cemmo di Capo di Ponte e a Campolongo di Cedegolo.
I luoghi in cui erano collocati tali simulacri si configurano, alla luce delle recenti ricerche, come santuari all’aperto in cui si svolgevano periodiche cerimonie e rituali come l’accensione dei fuochi, la deposizione di offerte, la manipolazione dei resti umani degli antenati, la frantumazione e l’utilizzo, come reliquie, delle pietre incise.
VALLE CAMONICA
Abitati:
Lovere-Colle del Lazzaretto
Darfo Boario Terme-Luine
Cividate Camuno-centro storico
Malegno-Via Cavour
Breno-Castello
Capo di Ponte-Dos de l’Arca
Capo di Ponte-Seradina
I santuari megalitici:
Darfo Boario Terme-Corni Freschi
Capo di Ponte-frazione di Cemmo, Pian delle Greppe
Cedegolo-Campolongo
Piancogno-Dassine
Borno-Valzel de Undine
Ossimo inferiore-centro e S.Rocco
Ossimo superiore-Località Passagròp
Ossimo superiore-Località L’Anvòia e Asinino
Ossimo superiore-Località Pat
Malegno-Località Ceresolo (già indicata come Bagnolo)
Ossimo superiore-centro abitato
Borno-centro storico
Borno-località ignota
Ceto-Foppe di Nadro
Lozio-Camerata
Paspardo-Plas Capitello dei due Pini
Cevo-Ocia
VALTELLINA
I santuari megalitici
Teglio- Comà/Castelvetro
Teglio-Vangione
Teglio-Valgella
Teglio-Caven
Teglio-Somasassa
Teglio-Frazione Boalzo, località Fugarola
Teglio-Ligone
Chiuro-centro
Chiuro-Castionetto
Tirano?
Teglio-Boalzo, fiume
Teglio-Palazzo Besta
Teglio-Canova
IL MASSO CEMMO 1
Il masso 1 era noto alla popolazione locale col nome di “Preda dei pitoti” (pietra dei pupazzi), termine con il quale si indicavano le incisioni.
La faccia principale, che reca la maggior parte delle incisioni, è ampiamente danneggiata nella parte inferiore rimasta a lungo interrata.
Al momento sono state riconosciute oltre 150 raffigurazioni che comprendono animali, pugnali ed una scena di aratura. Tra gli animali si riconoscono cervi dalle grandi corna ramificate, cerbiatte, camosci con corte corna ad uncino, stambecchi dalle corna ricurve verso il dorso e suidi (cinghiali o maiali). I canidi, raffigurati con la coda verso il basso ed in gruppo, sono stati interpretati come branchi di lupi. I bovidi, senza corna e senza coda e con una lieve gobba sul dorso, potrebbero rappresentare giovani bovini o vacche al pascolo.
Grazie allo studio delle sovrapposizioni tra le figure, sono state individuate diverse fasi di istori azione del masso.
Datazione: la presenza dei pugnali che trovano un preciso confronto con i reperti provenienti dalla necropoli eponima di Remedello Sotto (BS) permette di attribuire gran parte delle figure al 2900-2500 a.C., cioè alla fase più avanzata della cultura eneolitica di Remedello. Solo alcuni animali raffigurati in uno stile dinamico, assimilabile a quello di figure presenti sulle stele Cemmo 3 e 4, sono state attribuite al momento successivo, 2500-2200 a.C. (Cultura del Vaso Campaniforme).
IL MASSO CEMMO 2
Posto circa 15 metri a sud di Cemmo 1, il masso 2 ha il suo lato istoriato rivolto verso Nord. La superficie presenta alcuni stacchi, con perdita di raffigurazioni, lungo il margine destro e la porzione centrale.
Le figure comprendono animali (stambecchi, cerbiatte e canidi in cui si riconoscono branchi di lupi ed un cane raffigurato con la coda all’insù), armi (un’ascia, un’alabarda e numerosi pugnali), figure umane, una scena di aratura e la figura di un carro a quattro ruote. Su Cemmo 2 non si riscontrano casi di sovrapposizioni tra le raffigurazioni e le incisioni, rese con una martellina fine e regolare, appaiono omogenee.
Nella parte sinistra sono incise le due figure più interessanti del masso: un carro a 4 ruote piene ed un aratro privo di aratore. Entrambe le figure sono trainate da coppie di buoi dotati di grandi corna arcuate.
Gi aratri incisi sui massi dell’età del Rame sono del tipo «a vanga», particolarmente idoneo per i terreni di montagna. Alle scene di aratura viene attribuito un significato religioso connesso con pratiche rituali per propiziare la fertilità della terra. Traccia di aratura rituale si rinvengono in questo periodo anche nel sito a destinazione cultuale e funeraria di St. Martin de Corléans (AO) e, in area più prossima, nel sito abitativo e funerario del Canton di Trescore Balneario (BG).
Datazione: per lo stile unitario che caratterizza tutta la superficie istoriata, le incisioni sono databili tra 2900 e 2500 a.C. grazie alla presenza dei pugnali di tipo Remedello.
IL MASSO CEMMO 20
e le pratiche rituali ad esso connesse
A Cemmo, in prossimità del masso Cemmo 20, si osservano pratiche rituali che hanno attinenza col culto dei morti e la celebrazione degli antenati.
Culto delle pietre. Nella seconda metà del III millennio a.C. un grosso frammento di monumento (il masso Cemmo 20) viene collocato, in giacitura secondaria, all’interno di un recinto rettangolare perimetrato da grosse pietre e con un piano di calpestio selciato. Il frammento, che costituisce la parte superiore di un masso con spessore di m. 1,70, presenta raffigurazioni particolari: il sole raggiato in forma di corna (una caratteristica del versante idrografico destro della media Valle Camonica), il tappetino frangiato, che è elemento tipico dell’altopiano di Ossimo-Borno, e vi si individuano tre distinte fasi di incisione.
Culto dei morti e manipolazione di ossa umane. Sul piano selciato di fronte a Cemmo 20 era deposto anche un frammento di cranio umano che ci suggerisce la presenza di un rituale di manipolazione delle ossa degli antenati, ben noto nelle grotti celle e nei ripari sottoroccia utilizzati per sepolture secondarie nell’età del Rame, ma già riscontrato anche nell’ambito di alcuni santuari megalitici come Ossimo-Anvòia, dove frammenti di ossa umane traslate erano sparse su una piattaforma irregolare di pietre posta accanto ad un allineamento di monoliti incisi.
🧭 Consigli di visita
Come arrivare: I Massi di Cemmo si trovano in Valle Camonica, nel comune di Capo di Ponte (provincia di Brescia, Lombardia)
Percorso: È un itinerario molto semplice e liberamente accessibile immerso nella natura, con pannelli didattici che accompagnano il visitatore. E’ presente un piccolo Museo didattico con ricostruzioni e pannelli sull’arte rupestre della Valle Camonica: ti consiglio la visita prima di accedere al parco.
Periodo ideale: Il periodo migliore per visitare il parco è la primavera o l’autunno, quando la luce del sole esalta le incisioni e il silenzio della valle rende l’esperienza più intensa o ancora meglio d’estate con le visite in notturna (vedi i vari canali social dei parchi e degli enti gestori) per vedere ancora meglio le incisioni grazie alla luce radente delle torce.
🌿 il mio suggerimento personale: ti consiglio di visitare i Massi di Cemmo nelle prime ore del mattino o al tramonto: la luce radente mette in risalto le incisioni e trasforma le rocce in pagine vive di pietra. Fermati qualche minuto in silenzio davanti alle figure: non pensare subito a decifrarle, ma lascia che siano loro a parlarti. È un dialogo antico, che viene da millenni, e che ancora oggi può emozionare profondamente chi sa mettersi in ascolto.
Eco del percorso🍂
Camminare tra i Massi di Cemmo significa entrare in un paesaggio sacro, dove la roccia diventa memoria e preghiera. Qui gli antenati hanno inciso la loro presenza millenaria, trasformando la valle in un libro di pietra, ancora oggi capace di parlare al nostro cuore.
Per continuare il viaggio
copri di più🍁
bibliografia
Anati, E. (1967). I Massi di Cemmo. Edizioni del Centro, Breno. — Opera chiave di Anati sulle rocce e le incisioni di Cemmo; testo di riferimento storico per le prime analisi del sito.
Anati, E. (1975). Evolution and Style in Camunian Rock Art: An Inquiry into the Formation of European Civilisation. Edizioni del Centro, Capo di Ponte. — Analisi comparativa e periodizzazione stilistica dell’arte rupestre camuna.
Mezzena, F. (1998). Le stele antropomorfe nell’area megalitica di Aosta, in A.A.V.V., Dei di pietra. La grande statuaria antropomorfa nell’Europa del III millennio a.C. (catalogo mostra). — Saggio utile per comparare le stele camune con l’area megalitica alpina (buona base comparativa per Cemmo).
Poggiani Keller, R. (a cura di) (2009). La Valle delle incisioni: 1909–2009. Cento anni di scoperte (catalogo/atti mostra). Provincia di Brescia / Palazzo Martinengo. — Catalogo storico e aggiornato (1909–2009) su scoperte, studi e valorizzazione della Valle Camonica.
Soprintendenza / Scavi di Cemmo (2000–2013) — Relazioni e sintesi degli interventi di scavo che hanno rivelato il santuario megalitico di Pian delle Greppe; vedi anche sintesi istituzionali e articoli su riviste/archeologia preventiva. Per informazioni istituzionali e aggiornate consultare il sito del MUPRE e i report della Soprintendenza.
“The sanctuary of Cemmo: a tale of two monuments” (paper / contributo, post-2000 analyses) — analisi moderna sulle fasi di frequentazione e monumentalizzazione del santuario (replicabile via ResearchGate / Academia).
MUPRE – Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica (sito ufficiale; schede, mostre, collezioni e materiali esposti, incluse le stele di Cemmo). Sito ufficiale: MUPRE.
UNESCO – Rock Drawings in Valcamonica (scheda World Heritage, descrizione del sito, valore universale, elenco dei parchi archeologici fra cui i Massi di Cemmo).
Rubinetto, V. (2014). A Petrographic Study of the Anthropomorphic Stelae from … (articolo su rivista specialistica; vedi Wiley/Archaeometry o analoghi) — utile per aspetti geo-petrografici e provenienze.
Panoramica/ricerche storiche: “One hundred years of research on Valcamonica rock art” (survey storico su ricerca in Valle Camonica — utile per bibliografia storica e riferimenti incrociati).
Francesca
Il mondo è pieno di meraviglie: viaggia con me e scopriamole insieme! 🌿✨


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