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I RETI e il il villaggio fortificato di Dos Castel

A Dos Castel, nel cuore di Fai della Paganella (Trento), la pietra racconta storie di comunità e di riti che il tempo non ha cancellato.
Qui l’archeologia diventa viaggio interiore, tra panorami alpini e memorie millenarie sospese nel vento.

All’interno del Parco del Respiro a Fai della Paganella si trova il Sentiero dei Reti: un sentiero che si sviluppa nel bosco e ti permette di raggiungere un antichissimo villaggio, tra i più importanti siti archeologici delle Alpi, di insediamento d’altura: il Dos Castel!

Per costruire i loro villaggi i Reti sceglievano luoghi sopraelevati rispetto al fondovalle, come possiamo vedere a Dos Castel dove l’abitato è formato da case semi-interrate di forma quadrangolare e con muratura a secco, protetto su due lati da mura e su un lato da uno strapiombo. Durante gli scavi sono stati trovati numerosi reperti archeologici tra cui situle, coltelli, resti di cibo, risalenti all’età del Bronzo medio e alla seconda età del Ferro.

🌲 La storia dei Reti e della cultura Fritzens-Sanzeno

Tra il VI e il I secolo a.C., nelle Alpi centro-orientali fiorì una cultura affascinante: la cultura Fritzens-Sanzeno, che prende il nome dalle località di Fritzens (in Austria) e Sanzeno (in Trentino).
Era la cultura dei Reti, popolazione alpina che seppe sfruttare la montagna come risorsa e difesa, costruendo villaggi fortificati in quota, dominando i passaggi e controllando i traffici.

Il villaggio di Dos Castel (Dos Ciastèl), a 923 metri di quota sopra Fai della Paganella, rappresenta uno dei siti più importanti di insediamento d’altura delle Alpi. Qui la vita comunitaria si intrecciava con agricoltura, allevamento e artigianato, in un equilibrio perfetto con l’ecosistema alpino.

Sul dosso di Fai della Paganella, i Reti costruirono case, mura e sogni: il villaggio di Dos Castel è il loro lascito più silenzioso.
le case dei Reti

i resti delle case retiche a Fai della Paganella (phFrancescaPontani)

lungo il percorso retico nel Parco del Respiro (phFrancescaPontani)

Per raggiungere a piedi il sito archeologico è necessario attraversare il fiabesco Parco del Respiro, uno spazio dove poter spegnere la mente … e accendere i sensi. Come scritto sul sito ufficiale: «il Parco del Respiro è un luogo aperti a tutti, dove l’unico biglietto che si deve pagare è costituito da “un patto”: quello di rispettare il bosco, perché ognuno di noi è responsabile della sua bellezza, della sua pulizia e della sua salute, solo così lui ci potrà rigenerare e fare stare bene come nessun altro posto sa fare», un “Parco Terapeutico per il benessere” unico in Europa.

inizio del percorso nel Parco del respiro a Fai della Paganella (phFrancescaPontani)

la veduta lungo il sentiero dei Reti (phFrancescaPontani)

fiaba e immaginazione dentro il Parco del Respiro (phFrancescaPontani)

le strutture visibili dello scavo nel sito archeologico di Dos Castel in Trentino

🍁 L’abitato di Dos Castel

Il villaggio sorgeva in una posizione strategica, a sbalzo sulla Valle dell’Adige, e fu abitato sin dal Bronzo medio avanzato (XIV secolo a.C.), con testimonianze anche nel Bronzo recente e finale (XIII-XI secolo a.C.).

Le evidenze più significative risalgono però alla seconda età del Ferro (VI-I secolo a.C.), quando i Reti realizzarono:

Abitazioni quadrangolari semi-interrate, costruite in muratura a secco e alzato ligneo, con tetto a due spioventi in paglia.

Una cinta muraria imponente, a protezione dell’unico lato accessibile, con ingresso segnato da strutture parallele in pietra.

Una disposizione a schiera, con terrazzi ricavati nella roccia, per adattare le case all’orografia del dosso.

Il villaggio fu distrutto da un incendio nel IV secolo a.C., evento che ha permesso di conservare preziose tracce archeologiche della vita quotidiana.

📜 Reperti e testimonianze

Gli scavi hanno restituito reperti di grande interesse:

  • Situle, coltelli e resti di cibo, che documentano l’alimentazione e le attività domestiche.
  • Oggetti di contatto culturale, che mostrano relazioni con aree retiche nordalpine, ma anche con i Veneti e altre popolazioni transalpine.

Questi ritrovamenti raccontano una società complessa e organizzata, capace di integrare agricoltura, allevamento e artigianato, in un ambiente difficile ma ricco di risorse.

✍️ I Reti e la scrittura

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i Reti non vivevano isolati: i contatti con Etruschi, Veneti e Celti favorirono scambi culturali e commerciali.

Dal V secolo a.C. adottarono un alfabeto di modello etrusco, adattato alla lingua retica. Le iscrizioni, brevi e frammentarie, erano scritte da destra a sinistra e per lo più legate a pratiche religiose.
Sono state rinvenute:

  • Astragali incisi (piccole ossa di animali)
  • Placchette votive e bronzetti
  • Ciottoli e utensili con segni alfabetici

Oggetti che, più che strumenti di comunicazione quotidiana, erano offerte votive e segni di dialogo con le divinità.

phsFRancescaPontani

A Doss Castel gli oggetti rinvenuti come situle, coltelli, resti di cibo, rimandano ad uno spazio abitativo già a partire dalla fase finale del Bronzo medio (XIV secolo a.C.) e successivamente nel Bronzo recente e finale (XIII-XI secolo a.C.). Le testimonianze archeologiche più significative risalgono alla seconda età del Ferro (metà VI-I secolo a.C.) che qui è caratterizzata dalla presenza dei Reti, cultura Fritzens-Sanzeno.

Altre località di ritrovamento rinvenute in Trentino sono: Zambana in Valle dell’Adige, Cles in Val di Non, Montesei di Serso in Valsugana, Doss dei Pingui di Mazzin in Val di Fassa, Dosso di Sant’Ippolito sull’altopiano del Tesino, Nomi Bersaglio in Vallagarina, Roncone in Valle dei Chiese, Sanzeno in Val di Non, Tesere Sottopendola in Val di Fiamme.

Dunque il sito archeologico del Dos Ciastèl, scoperto nel 1979, è stato frequentato a partire dal Bronzo medio avanzato (XIV secolo a.C.) e successivamente nell’età del Bronzo recente e finale (XIII-XI secolo a.C.).

Le testimonianze archeologiche più significative risalgono alla seconda età del Ferro (metà del VI-I secolo a.C.), caratterizzata dalla cultura alpina di Fritzens-Sanzeno o retica.

In questa fase il Dos Ciastèl è stato sede di un abitato fortificato sviluppatosi tra la metà del V e il IV secolo a.C., dotato di un’imponente cinta muraria posta a difesa dell’unico lato accessibile e di un percorso che portava al varco di ingresso delimitato da due strutture parallele in muratura a secco.

Nell’area archeologica sono visibili i resti di 4 abitazioni a pianta quadrangolare disposte a schiera entro terrazzi ricavati rettificando il substrato roccioso, nell’ambito dei quali sono state realizzate le strutture di fondazione seminterrate con muratura a secco. L’alzato delle case era in legno e il tetto a due spioventi in paglia. Si tratta di un’architettura comune a gran parte del territorio retico perfettamente integrata nell’ecosistema alpino.

Nel IV secolo a.C. il villaggio venne abbandonato in seguito ad un incendio che ha interessato tutte e quattro le costruzioni finora messe in luce e la via murata di accesso al dosso.

Il repertorio dei materiali archeologici rinvenuti sottolinea i contatti culturali sia con l’ambito retico nord alpino sia con l’area veneta e ha consentito di ricostruire il sistema di vita di queste comunità caratterizzate da una struttura sociale complessa e da un’economia basata su agricoltura e allevamento che poteva contare su forme di artigianato domestico in grado di fare fronte a tutte le esigenze proprie di un ambiente montano.

🧭 Consigli di visita

Come arrivare: Il Sentiero dei Reti parte dal Parco del Respiro di Fai della Paganella e si snoda nel bosco fino al sito archeologico di Dos Castel. Segui le indicazioni.

Percorso: È un itinerario liberamente accessibile immerso nella natura, con pannelli didattici che accompagnano il visitatore nella scoperta della cultura retica.

Periodo ideale: Primavera, estate e autunno, quando il bosco regala colori intensi e aria pura.

🍂🍁Suggerimento personale: Fermati accanto alle mura in pietra e prova a immaginare il villaggio vivo, i fuochi accesi, le voci della comunità: il sito diventa allora un ponte con il passato.

✨ Tra gli alberi si nasconde un mondo incantato: segui il respiro del bosco e lascia che le fate ti mostrino la via✨

Eco del percorso🍂

Il Sentiero dei Reti non è solo un percorso archeologico, ma un viaggio nel tempo e nella natura.
Camminando tra le rovine di Dos Castel si percepisce la forza di un popolo che ha saputo vivere in simbiosi con la montagna.

Ogni pietra, ogni segno inciso diventa un invito a fermarsi, ascoltare e lasciarsi trasportare dall’antico respiro delle Alpi.

Camminare sul Sentiero dei Reti significa ascoltare le voci di un popolo che, tra boschi e rocce, imparò a vivere in armonia con la montagna.

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