L’ALBA di un Nuovo Giorno: il tumulo etrusco di Poggio Gallinaro

Domenica 9 agosto ho partecipato ad un bellissimo trekking:

destinazione

Poggio Gallinaro a Tarquinia

per vedere il sorgere del sole!

il tumulo etrusco di Poggio Gallinaro all'alba-Tarquinia

Appuntamento ore 4.00 presso l’Alberata Dante Alighieri a Tarquinia:

e da qui partenza a piedi nel buio più completo della mattina.

Poggio Gallinaro di Tarquinia- la ferla-l'albatrekking per arrivare a Poggio Gallinaro-Tarquinia

 

Un percorso in piena campagna etrusca di circa un’ora e mezza a passo spedito per raggiungere questo splendido luogo, che si trova in linea d’aria poco distante dall’Ara della Regina.

Come ho scritto su instagram:

«Lungo la strada il cielo era stupendamente stellato: Orione che iniziava a coricarsi all’orizzonte, le Pleiadi che sembravano una manciata di diamanti gettati sul cielo scuro.

Archeologia + Natura + esperienza energetica = Vivere questo tempo presente pienamente … Perché anche dietro casa c’è sempre un’avventura bellissima da vivere!»

 

Poggio Gallinaro di Tarquinia

Io

al tumulo etrusco di Poggio Gallinaro

ero già stata e avevo fatto questo video in cui racconto perché questo luogo archeologico di età Orientalizzante etrusco è così interessante (e speciale) … 

PERò

Prima di raccontarti nel dettaglio qualcosa in più di storico ed archeologico voglio condividere con te ancora alcuni momenti di questa bella esperienza sensoriale:

l’odore della campagna estiva, il buio, il terreno sotto i piedi, il senso di orientamento basato esclusivamente sui ricordi (perché è tutto completamente buio) di questo angolo di campagna (splendido davvero! non mi stancherò mai di ripeterlo), soprattutto in estate.

E poi la melodia del flauto del maestro che ci aspettava per salutare insieme l’alba del nuovo giorno

 

 

E poi

finalmente

Lui:

il Sole che sorge come se fosse la prima volta.

La prima di un milione di milione di volte su questo angolo di mondo. Ma sempre come fosse un miracolo irripetibile ….

 

 

In età Orientalizzante: un esponente dell’aristocrazia di Tarquinia

La tomba monumentale di Poggio Gallinaro si trova sulla principale altura posta subito a nord della città antica (la Civita).

Nel tumulo di Poggio Gallinaro venne deposto un esponente della più alta aristocrazia tarquiniese; lo si deduce non solo dalla monumentalità della tomba, ma anche da alcuni oggetti del corredo:

  • il rinvenimento di plettri in avorio
  • di statuine d’impasto raffiguranti le “piangenti”
  • due modelli miniaturistici di ascia bipenne in bucchero

documenti questi che infatti ci testimoniano di un rito funerario legato alla particolare rilevanza sociale del defunto.

Inoltre il tumulo monumentale svetta su un’altura posta nelle immediate vicinanze della Civita, a indicare simbolicamente il dominio della zona da parte di una famiglia gentilizia fortemente legata alla città.

Secondo una recente ipotesi, il defunto qui seppellito potrebbe essere stato il promotore dell’area sacra monumentale situata al centro del Pian di Civita (scavi dell’Università di Milano), colui che ordinò il seppellimento di un deposito votivo principesco costituito da simboli di potere, quali l’ascia, lo scudo e il lituo in bronzo (conservati al Museo di Tarquinia).

 

In età villanoviana: il potere di una famiglia gentilizia

Poggio Gallinaro fu comunque un luogo di sepoltura già prima dell’edificazione del tumulo, in età villanoviana, e continuò ad esserlo per tutta l’età storica: nella zona infatti sono venute alla luce sepolture di vario tipo (a pozzetto, semplice o con custodia litica, fosse terragne o rivestite, tombe a piccolo tumulo e a camera). Questo potrebbe indicare l’appropriazione dei terreni della zona da parte di una famiglia gentilizia già dall’inizio del primo millennio a.C.

 

Il tumulo etrusco di Poggio Gallinaro

La sepoltura di Poggio Gallinaro presenta un’unica camera, accessibile tramite un ampio ingresso/vestibolo (“piazzaletto”). La cella funeraria è a pianta rettangolare ed è stata completamente costruita all’interno del banco roccioso di arenaria appositamente scavato. Le pareti sono costituite da blocchi squadrati in calcare, messi in opera senza malta; gli ortostati sono stati accostati in senso verticale in una sorta di opera pseudo-isodoma.

Nella parte superiore delle pareti i blocchi sono disposti per “testa”, in filari progressivamente aggettanti a costituire una volta a profilo ogivale, rinvenuta crollata; al sommo della volta i blocchi si interrompevano lasciando una fenditura, coperta da lastroni litici disposti in senso trasversale. Tali lastre erano sorrette da due pilastri, allineati alleasse della camera, con base rettangolare e spigoli smussati, ritrovati sotto ai resti della volta.

Si nota un’orditura differenziata delle murature, dovuta essenzialmente a motivazioni statiche: i blocchi posizionati per “testa” e in senso verticale ricoprono una funzione di sostegno, quelli disposti in orizzontale invece di tamponamento. Inoltre i piani di posa dei filari laterali sono stati  appositamente sfalsati, alternandoli, per conferire una maggiore solidità.

La camera funeraria è stata ritrovata priva delle banchine per la deposizione. Al centro della  facciata, realizzata con blocchi perfettamente incastrati, si apriva la porta con in alto l’architrave litico. L’ingresso è interamente scavato nel banco roccioso ed era fornito di gradoni discendenti verso la camera.

 

La scoperta

La scoperta del tumulo è avvenuta in maniera casuale, nel corso di lavori agricoli. Nel 1972 sono stati svolti gli scavi archeologici, da parte della Soprintendenza Archeologica in collaborazione con i Gruppi Archeologici d’Italia; purtroppo la tomba era già stata violata da scavatori clandestini.

La tomba è stata rinvenuta depredata; dalla camera funeraria infatti proviene un solo frammento, gli altri oggetti superstiti del corredo sono stati trovati in un angolo dell’ingresso. Dall’analisi del corredo si possono identificare due fasi di utilizzo della tomba, entrambe di età orientalizzante: la costruzione del tumulo e la prima deposizione risalgono alla prima metà del VII secolo a.C., mentre il riuso è databile all’ultimo quarto dello stesso secolo.

 

Nota

L’escursione di trekking è stata organizzata da: Ufficio Turismo di Tarquinia, ASD Etruschi Runners, Claudia Moroni guida turistica .

 

PER APPROFONDIRE

 

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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