MARIA MADDALENA & RENNES le CHATEAU

Le

storie

mettono in moto la vita interiore.

Le storie stimolano l’adrenalina, ci mostrano la via d’uscita, aprono per noi grandi finestre in muri che prima erano ciechi, aperture che conducono alla terra dei sogni, all’amore, alla conoscenza.

Ecco perché

le storie tanto ci arricchiscono: offrono mappe iniziatiche.

Se c’è qualcosa di segreto, un’ombra, un qualcosa di proibito: bisogna guardarci dentro.

Coloro che sviluppano la consapevolezza cercano tutto quanto sta al di là dell’immediatamente osservabile: la finestra murata, il filo di luce sotto la soglia …

Sabato sera 2 maggio ho fatto una diretta youtube insieme a Claudia Barbieri. Il tema è stato le vicende legate a Rennes le Chateu e la figura di Maria Maddalena.

Nel post di Claudia la descrizione e le notizie che riguardano questa piccola cittadina dell’Occitania:  https://www.vocedelverbopartire.com/cosa-vedere-rennes-le-chateau/

Nel video il nostro viaggio attraverso la storia antica fin dentro l’Occitania:

Youtube ArcheoTime: https://youtu.be/hyggOQ9ItXc

Se vuoi restare aggiornato sui prossimi eventi in programma in diretta iscriviti al canale youtube ArcheoTime: faccio le dirette per dare la possibilità a chi mi segue di intervenire con commenti, osservazioni e domande. Così da poter rispondere in diretta.

 

Maria Maddalena & il Sacro Graal

Alcuni libri hanno riportato di recente alla luce una questione che la storia sembrava avere inghiottito definitivamente col finire del Medioevo: la leggenda del Sacro Graal.

Come scritto nel libro di Chretien de Troyes, il Graal è un vassoio o una coppa. Si tratta del calice nel quale Guseppe di Arimatea raccolse il sangue di Cristo sulla croce, quello stesso calice che Gesù avrebbe utilizzato nell’ultima cena.

Le origini della leggenda risalgono a questo poeta francese che compose la sua opera nel 1180.

Da un punto di vista storico i testi relativi al Graal fanno quasi pensare ad una corrente sotterranea affiorata in un dato momento, ma subito ritrattasi.

Questo perché tali testi si affollano in un breve periodo: nessuno di essi è anteriore all’ultimo quarto del XII secolo e nessuno è posteriore al primo quarto del XIII secolo.

E’ solo nel XIX secolo che si nota un risveglio di interesse sul tema. Ma la vera scossa si è soprattutto avuta con “il Codice Da Vinci” di Dan Brown e il “Santo Graal” di Baigent.

La teoria di Baigent e di Dan Brown riguardo il Santo Graal dice che esso sarebbe il “sang real”, ossia il sangue reale della ipotizzata discendenza derivata dall’unione di Gesù con Maria Maddalena.

La teoria di Dan Brown è che il Santo Graal non è un oggetto: il Santo Graal è una persona.

Dan Brown ha ripreso copiosamente questa storia dagli anglosassoni Baigent-Leigh-Lincoln che l’hanno espressa nel loro libro “Il Santo Graal”. Secondo alcuni i tre scrittori sfruttano semplicemente l’affinità terminologica saintgreal/sangreal, che sarebbe solo casuale e costituisce solo una sorta di gioco di parole sul quale non sarebbe certo possibile costruire una teoria di questa portata.

L’idea centrale di questa teoria è dunque che dall’unione di Gesù e Maria Maddalena sarebbe sorta una discendenza che sarebbe segretamente sopravvissuta nella storia fino ai nostri giorni.

Tali credenze insite in questa versione della storia cristiana circolarono in tutta Europa durante l’Alto Medioevo.

 

 

rennes le chateau

 

Maria Maddalena: l’adultera?

Maria Maddalena per molti secoli venne scambiata per l’adultera salvata da Gesù dalla lapidazione (Giov. 8:1-11).

L’accostamento tra Maria Maddalena e l’adultera redenta risale al 591, quando papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni orientali, in due sue omelie (XXV, XXXIII) identificò le due figure in una stessa persona. Con conseguente, quindi, screditamento della sua figura e della sua autorevolezza.

L’identificazione di Maria Maddalena con la peccatrice è stata esplicitamente ridiscussa dalla Chiesa cattolica nel 1969 (dopo il Concilio Vaticano II).

 

Maria Maddalena: Lui la amava più di tutti gli altri

Una importante attestazione di Maria Maddalena e del suo ruolo tra i primi cristiani è fornito dal c.d. “Vangelo di Maria”, uno scritto di ambito gnostico, non incluso nel canone ortodosso, perduto nella sua versione completa, ma noto in frammenti attraverso delle parti in greco in un testo del III secolo e in una traduzione in lingua copta del V secolo.

«Ma essi rimasero tristi e piangevano forte. Dissero: “Come possiamo andare dai gentili e predicare loro il vangelo del regno del figlio dell’uomo? Là non è mai stato dispensato, dobbiamo dispensarlo (proprio) noi?”»

«E Maria Maddalena: “Non piangete, fratelli, non siate malinconici, e neppure indecisi. La sua grazia sarà con voi tutti e vi proteggerà. Lodiamo piuttosto la sua grandezza, avendoci egli preparati e mandati agli uomini”.»

Allora racconta – alla richiesta di Pietro – di aver avuto una visione del Salvatore nella quale si descrive il viaggio dell’anima attraverso i cieli durante il quale apprende come fuggire alle potenze malvagie, e riporta il suo discorso con lui, che mostra influenze gnostiche.

La sua visione non fu creduta:

«Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: “Che cosa pensate di quanto lei ha detto? Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto questo. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente delle opinioni diverse”.»

«Riguardo a queste stesse cose, anche Pietro replicò interrogandoli a proposito del Salvatore: “Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?”».

Karen King ha osservato che «Il confronto di Maria con Pietro, uno scenario trovato anche nel Vangelo apocrifo di Tommaso, Pistis Sophia, e nel Vangelo apocrifo degli Egiziani, riflette alcune delle tensioni nella Cristianità del II secolo. Pietro e Andrea rappresentano posizioni ortodosse che negano la validità della rivelazione esoterica e rigettano l’autorità delle donne a insegnare».

Nei frammenti del testo apocrifo ritrovati tra i Codici di Nag Hammadi si legge che:

«la compagna del Salvatore è Maria Maddalena, Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e soleva spesso darle dei baci».

La frase però è una ricostruzione, perché nel manoscritto ci sono degli spazi vuoti:

« la compagna di ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ) ».

La parola usata per ”compagna” nel testo copto del Vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa ”sposa” o “amante”, ma”compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza.

E in questo vangelo (che per gli studiosi non risale a prima della seconda metà del II secolo) il bacio è un segno rituale comune anche agli altri personaggi.

Dunque, al di là dell’interpretazione che vogliamo dare a questi testi, quello che è certo è che Maria Maddalena è comunque rappresentata anche nei vangeli canonici come un personaggio importante: la sua presenza alla crocifissione la fa ritenere una seguace che sta molto vicino a Cristo e a sua madre Maria.

I passi più pesanti antifemministi si trovano nelle lettere di Paolo, così come nel c.d. Pseudo-Paolo (Prima lettera a Timoteo; lettera a Tito). Paolo preoccupato di mantenere l’”ordine” nelle assemblee cristiane insiste molto sull’atteggiamento sottomesso delle donne nelle assemblee.

Mentre al contrario presso lo gnosticismo grande importanza dell’elemento femminile: come per es. espresso nell’Apocrifo di Giovanni.

Alla morte in croce di Cristo l’apostolo Giovanni ha la visione di “una sembianza triforme” che gli dice:

“Io sono il Padre, sono la Madre, sono il Figlio”. E la Madre è descritta come ”la Madre di ogni cosa, perché esisteva prima di tutti, il madre-padre”.

Nel III secolo la separazione sottomissione delle donne agli uomini nelle comunità cristiane, organizzate come le sinagoghe, nelle quali le donne ebree erano da sempre escluse dall’attiva partecipazione al culto, è compiuta.

Questo processo di emarginazione trova anche una spiegazione nel fatto dell’avvenuto inserimento nelle comunità cristiane, di molte famiglie delle classi medie, nelle quali, a differenza delle classi inferiori in cui le donne svolgevano pressoché le stesse attività degli uomini, esisteva una più marcata divisione dei ruoli.

 

Il Graal & il Calderone

Il Graal è un oggetto materiale e simbolico insieme.

Il calderone, allo stesso modo di altri oggetti quali tazze, catini, vasi, calici, riveste nella mitologia un nobile ruolo: è infatti il simbolo del grembo fecondo della Grande Madre, la Terra e, al pari della inesauribile cornucopia dei Greci, porta vita e abbondanza.

Templari-e-Graal

Chretien de Troyes intorno al 1180 descrisse la prima apparizione del Graal. Non sappiamo con sicurezza perché l’autore decise di introdurre questo elemento nella materia del mito di Artù. Forse lo fece perché era a conoscenza del “Preiddu Anwnn” e dei miti celtici del Calderone e decise di rielaborarli in forma cristiana; forse esisteva già una tradizione orale sul Graal; forse, come lui stesso dice nel suo testo, si ispirò ad un libro “proveniente dalla Terra Santa” donatogli dal conte Filippo di Blois.

Il Graal sul piano materiale può nutrire, guarire le ferite garantire la giovinezza eterna.

Sul piano spirituale trasmette la conoscenza e avvicina l’uomo a Dio.

 

Qual è dunque la vera natura del Graal?

Per alcuni una favolosa invenzione letteraria stimolata da miti antecedenti, attecchita su di un terreno particolarmente fertile e arricchita di nuovi particolari da successive generazioni di autori.

Nell’interpretazione più materialistica è semplicemente la coppa dell’ultima cena.

Per gli antropologi è un corpus di dottrine elaborato attraverso i secoli.

Per la tradizione cristiana il Graal rappresenta l’evangelizzazione del mondo.

Per l’esoterista René Guenon il Graal è il “cuore di Cristo”, potente simbolo della religione primordiale praticata ad Agarthi.

Per Jung è un archetipo dell’inconscio.

Per Walter Stein, autore di ”Il nono secolo e il Santo Graal”, il Graal è connaturato con l’intero pianeta: un generatore di energia spirituale, ma anche politica e socioeconomica.

Per Rudolf Steiner è “il simbolo degli eventi dell’epoca primitiva percepiti dalla sensibilità dell’animo”.

Secondo una scuola di pensiero dell’occultista Dion Fortune, il termine “San Graal” è l’errata trascrizione di “Sang Real”, ovvero “sangue reale” e designa una dinastia.

Per i giornalisti Michael Baigent, Rchard Leigh e Henry Lincoln, autori de “Il mistero del Graal” designa la dinastia originatasi da Gesù che salvatosi dalla crocifissione avrebbe generato dei figli, da cui sarebbe nata la dinastia francese dei Merovingi.

 

Una sola cosa è sicura:

il fatto che da otto secoli il Santo Graal continua a stimolare l’immaginazione di tante generazioni di lettori costituisce la prova tangibile del suo magico potere.

 

 

foto di copertina by Claudia Barbieri

 

 

 

 

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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