TORRE PULITA a ORTE: la CISTERNA ROMANA e il MONASTERO DI SAN CRISTOFORO

Viaggiando nella Tuscia archeologica

Viaggiando per la Tuscia: perché ancora oggi questo è un territorio geografico da affrontare con lo spirito del viaggiatore, e non del turista.

Perché la Tuscia di Viterbo è una terra a tratti inospitale da diversi punti di vista dei servizi, ma allo stesso tempo un distretto geografico e storico tremendamente affascinante e stupefacente!

Perché in fondo ad ogni strada bianca di campagna, dentro un bosco, sopra un monte: io (personalmente) riesco a vivere esperienze totalizzanti, nel silenzio e nel verde più profondo e avvolgente.

Torre_Pulita_Orte_cisterna_romana.Francesca_Pontani

 

Ed è questo fascino e la magia

di vivere

spesso ai confini della realtà (e irrealtà)

che mi ha fatto

decidere di vivere stabilmente qui.

Torre_Pulita_Orte_cisterna_romana.ArcheoTime.Francesca.Pontani

Una delle mie ultime “scoperte” archeologiche l’ho fatta grazie ai miei amici di ArcheoTrekking romani: si tratta della cisterna romana in località Torre Pulita, ad Orte.

Entrare dentro è un po’ come entrare dentro la cisterna delle Sette Sale di Colle Oppio a Roma (certo ovviamente in versione mignon).

Una struttura antica nel corso dei secoli riutilizzata in vario modo ma che si trova ancora lì a testimoniare un utilizzo intensivo del territorio in epoca romana, sicuramente grazie alla presenza del Tevere e del porto di Seripola che, come un’antica autostrada, permetteva in poche ore di trasportare laterizi ed altro fin dentro il cuore di Roma.

 

Torre_Pulita_Orte_cisterna_romana_ArcheoTime.Francesca.Pontani

“Torre Pulita” ad Orte

La cosiddetta “Torre Pulita” si trova nei pressi di Orte (Vt), a pianta quadrata, è il residuo del campanile di un monastero dedicato a San Cristoforo e sorge sulle strutture in opera cementizia di una cisterna romana.

L’accesso è  attraverso una breccia nel paramento e la struttura, un tempo del tutto sotterranea, è stata usata fino a poco tempo fa come ricovero di animali da pascolo.

 

La torre e la cisterna

La torre, a pianta quasi quadrata, è il residuo del campanile del monastero; sorge sulle strutture in opera cementizia di una cisterna romana (Nardi, Le antichità di Orte, pp. 100-101, n°118) e si è conservata, nel punto più alto, per circa 6 mt, fino quasi all’imposta del secondo piano.

Il paramento, in parte asportato dai contadini dei dintorni a scopo di riutilizzo, è in blocchi squadrati di tufo all’interno e di travertino all’esterno, almeno per un’altezza di quasi 2 mt. Nelle immediate vicinanze della torre e sul pendio Ovest del colle su cui sorge, durante gli interventi di diboscamento del 1971, sono stati rinvenuti un frammento di lastra di travertino (cm. 43 x 30,4) con motivo decorativo a treccia, databile al secolo IX; una colonnina marmorea (altre sono state trasportate ai casali di Bagnolo), conci squadrati di calcare, di tufo e di peperino, mattoni, tegole, materiale architettonico vario, visti dalla Nardi nel cortile del Palazzo Comunale di Orte (Nardi, Le antichità di Orte, p. 220, n°9; 221, n°16; 224-225, nn. 26-28; 241, nn. 68-69).

Torre_Pulita_Orte_cisterna_romana.ArcheoTime_Francesca.Pontani

Il monastero di San Cristoforo

La zona, caratterizzata sugli altipiani da insediamenti sparsi (perlopiù casali, con estensioni boschive ai margini dei campi coltivati) e dalle attività connesse al traffico commerciale sulla Via Tiberina e sul fiume, apparteneva per la maggior parte ai Crescenzi Ottaviani di Otricoli e Vasanello. Costoro, assieme ad altri, concordarono, probabilmente negli anni 1070-1080, la creazione in questi luoghi di due nuovi centri abitati, da preporre alla gestione dei terreni circostanti e alla sorveglianza dei principali punti di transito nella sottostante valle del fiume. Sorsero così il monastero di S. Cristoforo, i cui ruderi sono tuttora visibili presso la cosiddetta Torre Pulita, 1800 mt a ESE di Bagnolo, presso la riva destra del Rio delle Radicare, chiamato Fosso di S. Cristoforo ancora nel 1744; e il castello delle Baucche, ben difeso su tre lati da dirupi e sul quarto da un’altura che lo separava dal resto del pianoro.

La scelta di un sito così arroccato fu dettata innanzi tutto dalla necessità non di fronteggiare attacchi di armate, ma di avere un riparo sicuro contro le ricorrenti piene del Tevere, soggetto a cambiare il proprio corso quasi di anno in anno, con conseguenze spesso disastrose per le coltivazioni lungo le sue sponde. Era poi utile per poter abbracciare con lo sguardo la maggiore porzione possibile della vallata verso Otricoli, al fine di esercitare una continua sorveglianza sui movimenti di uomini e materiali lungo il fiume; e, infine, permetteva al castello di mantenere il contatto visivo con il dirimpettaio Castello delle Formiche, o Castellaccio, e il fortilizio di Borghetto.

Torre Pulita_la_torre
accanto all’albero si trovano i resti della torre e sotto l’ambiente della cisterna romana

San Cristoforo nella Tuscia

L’intitolazione a S. Cristoforo, poco conosciuto e scarsamente venerato nella Tuscia, è stata probabilmente suggerita ai fondatori dal ruolo che essi stessi hanno voluto attribuire al monastero, essendo incaricato della gestione di un tratto del Tevere al di qua e al di là della foce del Rio delle Radicare, fra la confluenza del Fosso di Rustica a Sud e l’ansa delle Baucche a Nord, al confine con il castello omonimo. Il culto di questo santo, che si dice sia stato martirizzato in Licia (Asia Minore) nel 250 d.C., ma che in realtà non è mai esistito, compare per la prima volta in Occidente nel secolo X. Una leggenda vuole che un feroce brigante di nome Cristoforo (letteralmente <<portatore di Cristo>>) sarebbe stato redento e perdonato di ogni peccato per aver aiutato Gesù Cristo, sotto le spoglie di un fanciullo o di un viandante, ad attraversare illeso un fiume, ingrossato dalle piogge. Deciso a cambiar vita, trascorse per penitenza molti anni presso le sponde del corso d’acqua, sostenendo e soccorrendo i viandanti in difficoltà. Ucciso per aver aderito alla fede Cristiana, divenne nell’immaginario popolare il protettore dei viaggiatori, invocato contro le tempeste, le piene, le epidemie e la morte improvvisa. Questo legame del santo con il passaggio su strade e su corsi d’acqua rende significativa la devozione tributatagli nel monastero, a cui sono demandate, oltre alla messa a frutto della terra sui due lati della vicina strada, dal Rio delle Radicare al Fosso di Frascescangelo (500 mt. a SO di Torre Pulita), la cura delle selve e dei pascoli circostanti (culta vel inculta, silvis, pascui), dei boschetti di salice lungo la riva del Tevere (salectis), del letto del fiume (litarium de flumine), concesso per un intero settore, da una sponda all’altra, e non solo per metà, come di solito avviene in questi casi, perché destinato quasi certamente alla costruzione di un mulino; e, infine, del porto, identificabile con il sito della cosiddetta Barca di Gallese, subito a valle del Rio delle Radicare, 250 m a E del km. 12 della statale, a poca distanza dai ruderi del ponte romano su cui transitava la Flaminia.

 

 

PER APPROFONDIRE

 

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

Submit a comment

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.