Latera: Museo della Terra e castagne

Latera: Museo della Terra e castagne

Sabato 21 ottobre sono andata a Latera perché iniziava la Festa del marrone e per l’occasione sono andata a vedere anche il Museo della Terra, in cui non ero mai stata.

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Latera e la festa del marrone

Il borgo di Latera è piccolo e arroccato in “alto” rispetto il lago di Bolsena. Come molti paesi della Tuscia di Viterbo anche qui la festa della castagna è un appuntamento fisso (qui ultimi due fine settimana di ottobre).

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Ma, riguardo la festa della castagna, mentre i paesi più famosi (e più a portata di mano da Roma) vengono presi letteralmente d’assalto, qui l’atmosfera è tranquilla, quasi come una festa tra amici. Una festa d’autunno semplice e autentica, vissuta quasi unicamente dalle persone del posto.

Ed è per questo che ormai io vengo sempre qui per assaporare un po’ di autunno, bere un bicchiere di vin brulé, mangiarmi un cartoccio di marroni appena fatti e guardare i sorrisi tutti intorno.

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Il caos e la confusione non fanno per me (non più) e invece questi posti più defilati li trovo incredibilmente attraenti:

“… borghi di Tuscia, spettinati, non a misura di turista, ma pronti ad accogliere chi si avvicina loro con una curiosità diversa. Sobria. Una curiosità che non si ferma al fine settimana o alla vacanza”

(come dice esattamente Geraldine Meyer in “L’uomo dei libri di Latera”, p. 13 in “Fuori luogo”, Viterbo 2016).

 

Scendendo giù

Il Museo della Terra di Latera si raggiunge attraversando tutto il paese, scendendo giù.

 

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E ritorno indietro nel tempo

Ogni volta che visito un museo demo-antropologico della Tuscia mi sembra di tornare a casa delle mie nonne quando ero piccolissima. Alcuni oggetti li riconosco, e mi ricordo che loro li usavano o stavano semplicemente appoggiati lì, come relitto di tempi più “antichi”, duri e faticosi, però che a loro ricordavano che erano state ragazze, e la vita, anche se difficile, era più a misura d’uomo.

Anche se piccola percepivo (e mi piaceva da morire) il valore delle cose vecchie e malandate (mica sono diventata archeologa per caso!).

Però col tempo oggetti considerati vecchi e di nessun valore sono andati a finire chissà dove e io non posso vederli più se non nei miei ricordi, e dentro questi Musei (che mi commuovono sempre per questo motivo).

Il Museo della Terra nella la grancia cistercense

Il Museo della Terra è stato allestito dentro le strutture di una grangia cistercense:  la Grancia di S. Pietro, un antico complesso conventuale fondato qui dai monaci dell’Abbazia di S. Salvatore sul Monte Amiata.

“L’edificio che ospita la struttura è l’antico complesso della grancia e chiesa di San Pietro. È questa la più antica chiesa di Latera (notizie che la riguardano risalgono ai primi anni del 1000), che con il granaio attiguo rappresenta una delle testimonianze più remote della presenza monastica nel territorio dell’alta Tuscia. Il complesso nasce, infatti, come dipendenza dell’Abbazia Cistercense del Monte Amiata. La chiesa e la grancia, che nel corso degli anni hanno finito anche con l’essere usate come stalla, sono state interamente restaurate lasciando a vista l’intera muratura (pavimento in pietra, soffitto rivestito con travi di legno)”

dal sito del Comune

 

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Il Museo della Terra fa parte del SIMULABO:

il sistema Museale del Lago di Bolsena.

 

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La cantina-museo di Luigi Poscia

L’allestimento è basato sulla collezione Poscia. In oltre venti anni di ricerche Luigi Poscia ha raccolto oltre 1700 testimonianze di storia e vita vissuta.

Gli strumenti del lavoro nei campi, dell’allevamento, dell’artigianato del ferro, del legno e del cuoio illustrano le attività lavorative che si integravano con i lavori di casa.

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Per non perdere il legame con la memoria

A Luigi Poscia dispiaceva che la gente scansasse, perdesse e poi finisse col dimenticare le cose di una volta.

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Non accettava l’idea che oggetti fino a quel momento così importanti per la vita di tutti i giorni dei lateresi andassero cancellati per sempre.

Allora si mise a raccoglierli.

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Cose ormai inutili sul lato pratico ma necessari per non perdere il legame con la memoria del paese.

Latera_Museo_della_Terra_tegami

“Ferri da mulo, lanterne, padelle … tutti appesi sulle pareti di tufo della sua cantina. Un giorno,guardando le sue cose, decise che quell’insieme variegato era bello, così com’era. E lo pensiamo anche noi. Così abbiamo voluto che Luigi riproducesse un pezzo del “suo” museo. Ci siamo limitati a restaurare alcuni pezzi. Gli altri li abbiamo lasciati come li conservava lui, disposti non con un “criterio museale” ma secondo il suo stile, il flusso della sua memoria”.

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E quindi tegami, pignatte, il lansagnolo (= il bastone per stendere la sfoglia e fare per es. le fettuccine), i pettini per raccogliere le olive, il giogo per insegnare ai buoi giovani a camminare sul terreno per arare il campo, tutti gli strumenti per la filatura (della canapa), gli attrezzi del calzolaio, i falcetti, il “prete” (per scaldare il letto di notte), forchette, pennini per scrivere, il macina-caffè, …

 

Museo della Terra di Latera

Via S. Sebastiano snc
01010 Latera VT
Tel. 0761459608 Museo
Tel. 3470583525 Pro Loco Latera
Orario di apertura:
Dal 01 giugno al 30 settembre
venerdì sabato e domenica 10.00-13.00 e 15.00-19.00
Dal 01 ottobre al 31 maggio
venerdì sabato e domenica 10.00-13.00 e 14.00-18.00.
Aperture straordinarie su richiesta

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il Museo della Terra di Latera è laggiù in fondo, in basso

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

4 comments

  • Piccole realtà, che raccontano tutto il bello del passato! Sagre a misura d’uomo, dove sembra ancora di partecipare alle feste di paese, semplici e piacevoli, come una volta, quando non c’era bisogno di tanto, solo di rapporti umani veri.
    E poi i musei territoriali, quelli che raccontano la civiltà contadina, quella da cui proveniamo e che io amo alla follia. Perché mi ricordano la mia infanzia, la vecchia casa dei nonni, le corse nei campi e i tanti oggetti che si trovavano in ogni stanza, nella grande cucina, nei ripostigli, nella cantina e nel granaio! Un labirinto di utensili! Ed è bello tramandarli alle nuove generazioni.
    Un post che mi ha risvegliato ricorsi meravigliosi, con un borgo dall’anima spiccata 😍
    A presto,
    Claudia B.

    Liked by 2 people

    • sì la cosa che rende speciali questi luoghi-museo è proprio il potere e la magia di farci viaggiare nel tempo,e farci ricordare le nostre radici. la cosa in assoluto più importante.
      Grazie Claudia!

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