TEMPLARI IN SARDEGNA: SAN LEONARDO A SANTU LUSSURGIU

TEMPLARI A SANTU LUSSURGIU

In provincia di Oristano si trova il paese di Santu Lussurgiu, situato nel versante sud orientale della catena del Montiferru, un luogo totalmente immerso in un paesaggio di rocce e boschi.

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A pochi km di distanza dal paese si trova il borgo con la chiesa templare di San Leonardo: facilmente raggiungibile dal paese di Santu Lussurgiu si sale, seguendo le indicazioni, per la località “Siete Fuentes”.

La chiesa di San Leonardo fa parte del percorso: “Itinera Romanica”, cioè itinerari e rete del Romanico in Sardegna.

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La chiesa di San Leonardo era legata all’ospedale tenuto dall’ordine degli Ospedalieri di San Giovanni.

Si individuano due fasi costruttive: la prima intorno alla metà del XII secolo quando si realizza l’impianto mononavato con abside semicircolare, la seconda nel primo quarto del XIV secolo che vede la demolizione dei fianchi e dell’abside per consentire la sopraelevazione e l’ampliamento dell’aula. In quest’ultima fase si introduce un linguaggio tardo romanico già tendente al gotico.

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“La mansione di San Leonardo de Siete Fuentes era situata a quasi 700 mt di altitudine in una zona ricca di ottime sorgenti di acqua minerale: essa infatti derivò l’appellativo da sette fonti che sgorgavano nei pressi. Considerando che nel medioevo la Sardegna era terra inospitale soprattutto per le numerose paludi costiere, la mansione di San Leonardo sorgeva in posizione privilegiata, al di sopra degli acquitrini.

In una piccola valle ricca di boschi sorge la piccola chiesa di San Leonardo, tra querce secolari, con l’annesso edificio dell’ospedale ancora ai Cavalieri di Malta. La struttura è discretamente conservata e subì degli ampliamenti durante il XIII e il VIV secolo. La facciata presenta due porte d’ingresso delle quali una, la più antica, è stata murata; sul fianco destro della chiesa spiccano due croci di Malta mentre una terza croce si trova sulla campana di bronzo.

Ancora oggi la chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes è meta di pellegrinaggi in onore del santo.

Nel XII secolo l’intero complesso venne affidato ai monaci benedettini i quali gestivano altri due edifici annessi: un ospedale e un oratorio; quando subentrarono i Templari, il primitivo insediamento divenne una fiorente precettoria con annesse vaste e ricche proprietà nei dintorni.

Tra le tante storie che si narrano intorno a questo sito, forse quella più aderente alla realtà storica riguarda Guelfo della Gherardesca, uno dei figli superstiti del Conte Ugolino, la cui famiglia aveva vasti possedimenti nell’isola.

Quando Guelfo seppe dell’uccisione del padre e dei fratelli, levò le armi contro le milizie pisane e catturò uno dei colpevoli, Giovanni Gubatta.

L’uomo venne trascinato nel castello di Monreale, le cui rovine si possono scorgere sopra un’altura del Campidano, presso Sàrdara, e venne strangolato dallo stesso Guelfo.

Sconfitto dai pisani, Guelfo della Gherardesca vagò per tutta la Sardegna fino a quando non trovò rifugio proprio nel convento di San Leonardo de Siete Fuentes, dove terminò o suoi giorni”.

(B.Capone, L.Imperio, E.Valentini, Guida all’Italia dei Templari: gli insediamenti templari in Italia).

LA CHIESA DI SAN LEONARDO

La chiesa in stile romanico pisano fu fondata nel XII secolo e dedicata a Leonardo di Noblac. Su un lato sorgono i muristenes, delle piccole costruzioni che si chiudono intorno a un cortile alberato: erano usate per soggiornare durante la novena per san Leonardo che si festeggiava il 6 giugno. Ora le sale ospitano una struttura ricettiva.

La chiesa di San Leonardo di Sette Fontane è il risultato di tre fasi costruttive di età medievale e di vari restauri che nei secoli successivi hanno modificato in parte l’originario impianto.

Costruita in un’unica navata orientata ad est, si presenta con una struttura di stile romanico pisano di pianta rettangolare e abside a base quadrata.

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Il primo impianto di tipo romanico è da attribuirsi all’opera i monaci benedettini che nella prima metà del XII secolo edificarono una cappella di mt 4×13 ca., della quale resta l’originale facciata sul lato destro dell’edificio.

L’originaria cappella dovette far parte di una grangia a carattere agricolo-forestale dipendente dall’abbazia cistercense di N.S di Corte, in agro di Sindia.

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Il nome “Sette Fontane” deriverebbe dalla consuetudine dei monaci cistercensi di prendere spunto dalla natura per indicare concetti filosofici-religiosi: sette fonti per la cura del corpo e anima.

La struttura era anche attrezzata per essere un piccolo ospedale pronto-soccorso per i viandanti, pellegrini e infermi.

Nella seconda metà del XIII secolo, il dissolversi del giudicato di Torres con il conseguente inglobamento nel giudicato d’Arborea della zona del Montiferru, e l’inizio della decadenza dell’attività dell’abbazia cistercense di N.S. di Corte di Sindia determinarono la decisione dei sovrani Arborensi di affidare la grangia di Sette Fontane a cavalieri Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, e di fondare la curia di San Leonardo, allo scopo di creare un importante polo di assistenza sanitaria. Un ulteriore intervento edilizio è del 1360: è in questa fase che vennero potenziati gli archi a sesto acuto e riedificata l’abside in forme gotiche con la volta a crocera come appare oggi.

La planimetria dell’attuale borgo di Sette Fontane, con le schiere di case in linea di fronte e al fianco della chiesa e ai muristenes, ricalca fedelmente il modulo architettonico della precettoria, cellula base del sistema di gestione e governo dell’Ordine giovannita.

Annessi alla chiesa erano gli edifici facenti parte dell’antico hospitium ed ospedale.

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Dalle fonti documentali risulta che la “villa” di Sette Fontane, con la domus e l’ospedale, la chiesa di San Leonardo, la chiesa di Santa Vittoria ed i salti boschivi “dell’Ospedale” e di Fruttighe, costituivano una “baiulia”, dipendente territorialmente dal Gran priorato di Pisa dell’Ordine equestre di San Giovanni di Gerusalemme, dalla quale dipendevano tutte le altre precettorie sarde con i rispettivi beni mobili e immobili.

OGGI E’ UN PARCO

Oggi è un bellissimo parco con fonti d’acqua, tavoli e strutture per godere dell’ombra e del fresco creato da alberi secolari.

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PER APPROFONDIRE

Sulla rotta dei Templari

Sulle tracce dei templari sardi:

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Templari, Cavalieri, Architetture nella Sardegna medievale:

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I Templari in Sardegna:

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Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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