MADRID MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE-Preistoria

MADRID

Oggi ripensavo a Madrid e in particolare al bellissimo Museo Archeologico Nazionale (MAN).

Per me è stata davvero una sorpresa. Non avevo guardato nessuna foto online, avevo solo letto che era stato rinnovato da pochi anni. E così arrivata dentro, sono rimasta senza parole: grandissimo, tante sale divise per i diversi periodi storici, allestimenti moderni, coinvolgenti e piacevoli; luce soffusa, video, pannelli e ricostruzioni estremamente accattivanti in lingua inglese e in spagnolo. Biglietto di ingresso 3 euro.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE (MAN)

Oggi scrivo della sezione PREISTORICA.

Partendo da Puerta del Sol, a piedi, camminando lungo Gran Via, 

sono arrivata al Museo Archeologico.

Nella prima sala

ti accoglie la riproduzione di Lucy e

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resti di

animali preistorici.

madrid_museo_archeologico_preistoria_zanna

 

Ma la sezione che mi ha affascinato di più è stata quella relativa all’Arte Paleolitica.

L’ARTE PALEOLITICA: GLI OGGETTI ANIMATI

L’arte è la migliore esponente del mondo simbolico delle società umane nel Paleolitico Superiore. Queste espressioni grafiche, su oggetti materiali trasportabili (arte mobile) o muri di roccia (arte rupestre) rappresentano un linguaggio codificato e, come tale, furono un mezzo di comunicazione e allo stesso tempo rappresentarono gli elementi distintivi rappresentativi dei diversi gruppi umani.

madrid_museo_archeologico_arte_paleolitica

L’arte mobile è variegata, e va da statuette di avorio, placchette di pietra incise, ossa, ornamenti personali (dischi di osso forati, pendenti) fino a strumenti e armi.

I motivi decorativi più diffusi e comuni nella penisola iberica sono le figure animali, soprattutto capre, cervidi, cavalli e segni come zig-zag e chevrons.

In particolare mi ha colpito questa statuetta di ghiottone (o volverina), di avorio.

Si tratta di una piccola scultura che rappresenta un piccolo carnivoro identificato con un ghiottone. E’ l’unico esempio conosciuto di questa tipologia stilistica. E’ datato alla cultura magdaleniana (18.000-10.000 anni fa).

madrid_museo_archeologico_preistoria_arte_paleolitica_il_ghiottone

CAMBIAMENTI NEL MENU

Cereali e legumi acquistano grande importanza nella dieta del Neolitico. Vengono sviluppati nuovi utensili per la loro preparazione, ma il processo che ha un grandissimo impatto sulle nuove pratiche culinarie fu la ceramica. L’uso dei contenitori in argilla significò che le derrate alimentari potevano, ora, essere cotte oltre i 100 gradi, rendendo così commestibile cibi che a basse temperature potevano mantenere tossine.

 

 

LA CERAMICA SIMBOLICA

Alcuni prodotti del Calcolitico si distinguono dagli altri per la qualità o la rarità. Questo è il caso della “ceramica simbolica”, caratterizzata dalla rappresentazione di occhi, del sole o cervidi, e vasellame di pietra fatto di alabastro, marmo, calcare. La produzione di questi oggetti ci indica l’esistenza di una evoluzione verso un crescente artigianato specializzato. Questo vasellame deve essere stato altamente prezioso perché quando si rompeva veniva riutilizzato per altri scopi, come è il caso di questo piccolo piattino di ceramica, realizzato a partire da un altro contenitore.

madrid_museo_archeologico_preistoria_ceramica_simbolica

 

CESTI E SANDALI

Molti degli oggetti utilizzati dalle popolazioni del Neolitico e del Calcolitico furono realizzati in materiale organico, ma per i problemi riguardo la loro conservazione la nostra conoscenza di questi oggetti è limitata a pochissimi esemplari, come quelli in mostra nel Museo di Madrid.

Esempi sono i sandali ritrovati nella Caverna di Los Murciélagos, simili a quelli che si continuano ad utilizzare anche oggi. Ciocche di capelli umani e semi di papavero sono stati trovati, inoltre, all’interno di alcuni cestini. Questi reperti sono datati al Neolitico.

IDOLO DEL CORAO (Dolmen di Mián, Abamia, Cangas de Onís, Asturia)

Sebbene è conosciuto con questo nome, questo oggetto non è in realtà un idolo ma un ortostato, cioè una lastra verticale facente parte di un dolmen oggi scomparso. 

madrid_museo_archeologico_preistoria_stele

IL VALORE DEGLI ORNAMENTI

Alcuni di questi oggetti devono avere avuto un alto valore per chi li possedeva perché bracciali di conchiglie sono stati ritrovati nelle regioni interne della penisola iberica. Alcuni in particolare mostrano segni di rottura riparati in antico.

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L’USO DELL’OCRA

Un’altra forma di ornamento e di comunicazione non-verbale fu l’uso dei colori-tinture. Il variegato gruppo che solitamente viene ascritto sotto il termine “ocra” appare in differenti diversi contesti preistorici. In particolare l’ocra quando mischiata con grasso produceva una sostanza cosmetica rossa di alto potere protettivo per la pelle, e nei contesti funerari aveva anche un valore simbolico.

madrid_museo_archeologico_preistoria_ocra

SIMBOLI DI IDENTITÀ’

Possiamo capire e imparare molto riguardo il ruolo svolto dagli elementi simbolici e ornamentali delle società neolitiche e calcolitiche iberiche studiando le culture tradizionali che esistono ancora oggi.

Questi scorci nebulosi nel passato ci suggeriscono l’esistenza del concetto di identità che legava le persone che facevano parte ad un gruppo specifico. Gli idoli e gli ornamenti fanno luce sulle credenze di quei giorni. Nel corso del tempo le forme di questi oggetti evolvono rivelandoci trasformazioni ideologiche che riflettono la crescita di interesse nella rappresentazione figurata, soprattutto maschile.

IDOLO CON GLI OCCHI

La rappresentazione degli occhi è un elemento comune manifestato da differenti gruppi di idoli e quindi ha dato vita ad una generica denominazione di questa classe di oggetti: “idoli con gli occhi”.

Altri caratteri condivisi da questi oggetti sono la rappresentazione dei capelli e di quelli che sembrano tatuaggi sul viso.

Questo è il caso del cosiddetto ”Idolo di Extremadura”.

L’IMMAGINE DEL GUERRIERO

La cultura del vaso campaniforme (2600-1900 a.C.) si andò diffondendo e sviluppando (con variazioni regionali) attraverso l’Europa centrale, Occidentale e il Nord Africa associata con l’emergere delle gerarchie sociali in tutta Europa.

Per la prima volta troviamo evidenze di individui il cui status eminente in vita viene manifestato e reso evidente anche dopo la morte attraverso l’uso di tombe individuali (soprattutto maschili), spesso riempite con un ricco assortimento di beni funerari. In queste sepolture la ceramica era spesso accompagnata da altri simboli di prestigio e di rango come armi di metallo, ornamenti di oro e di avorio.

Nel Museo Archeologico di Madrid molto suggestiva è la riproduzione di una sepoltura: la scoperta di una sepoltura di giovane uomo a Fuente Olmedo (Valladolid) è un buon esempio delle sepolture tipiche della Cultura del vaso campaniforme. Il defunto era stato sepolto in una fossa sopra la quale era stato eretto un monticolo di pietre, rendendo la sepoltura visibile quindi così visibile anche a grandi distanze. Il corpo era accompagnato da ceramiche, armi di metallo e pietra. Una semplice fascia d’oro sul capo era il simbolo del suo rango.

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CERAMICA PER BRINDARE

La ceramica campaniforme venne utilizzata non solo a scopi funerari. Era utilizzata anche durante i banchetti: eventi sociali, probabilmente di natura competitiva, durante i quali le persone mangiavano e bevevano tutti insieme. Sembra che il possesso e l’utilizzo di questa ceramica fosse legato alla classe dirigente. Recenti analisi provano che questi contenitori furono utilizzati anche per far fermentare birra e idromele.

ABITARE E MORIRE IN CASA

Un elemento caratteristico della Cultura di Argar è la presenza generalizzata della sepoltura dei defunti al di sotto del pavimento delle case.

Le sepolture (di solito individuali ma occasionalmente anche doppie o triple) adottano differenti forme come ciste o giare, sepolture in urne o semplice fossa.

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Queste sepolture rivelano il fortissimo legame tra chi è ancora in vita e i loro antenati, e quindi il fortissimo legame alla permanenza sopra la terra (la terra di origine della propria famiglia).

Inoltre, il materiale presente tra le diverse sepolture ci dice della ineguaglianza sociale relativa sia all’età che al genere della persona sepolta; quindi forme iniziali di stratificazione sociale.

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IDOLI E STELE

Raffigurazioni schematiche di figure umane dominano l’arte figurativa dell’Età del Bronzo. L’arte rupestre gradualmente abbandona le pareti delle caverne e i ripari naturali per trovare la sua strada in un paesaggio umanizzato associato a sepolture o come elemento di riferimento del territorio.

E’ così che sorsero le stele. Le immagini degli animali che erano state protagoniste della fase precedente lasciano posto a immagini figurate, forse divinità.

Le immagini di questo periodo contengono davvero pochi dettagli, quelli sufficienti a renderli identificabili come uomini o donne.

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Questa è la Stele di Granja de Toniñuelo, della media Età del bronzo (Granja de Toniñuelo, Jerez de los Caballeros, Badajoz): rappresenta una schematica figura femminile il cui volto è circondato da ornamenti che sono stati interpretati come diademi e collane, e una cintura. Di dimensioni eccezionali, la stele è alternativamente interpretata come una divinità protettiva per una sepoltura collettiva o come effige di pietra di una persona reale, probabilmente con un significato funerario, con l’intento di comunicare il suo rango sociale più che la sua personale identità.

PERSONE DI PIETRA

Durate il Calcolitico e, soprattutto, le prime fasi dell’Età del Bronzo, le persone della penisola iberica occidentale svilupparono diversi gruppi di statue antropomorfe realizzate in pietra.

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Queste immagini umane altamente schematiche però presentano attributi che mostrano il rango/status sociale dell’individuo rappresentato: armi nel caso di figure maschili, ornamenti nel caso di figure femminili. Queste “statue” presentano una grandissima varietà di forme e caratteri regionali.

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Un esempio è la Stele del guerriero della tarda Età del Bronzo (Solana de Cabañas). La figura è circondata dai simboli del suo rango sociale incluso il carro di stile mediterraneo in cui lo scalpellino ha fatto, però, l’errore di realizzare le ruote sull’asse, dimostrando così di non aver mai in realtà visto l’oggetto che stava raffigurando.

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Per vedere il catalogo completo

VEDI Museo Archeologico, sezione “colleción”

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Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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