IL PARCO ARCHEOLOGICO NATURALISTICO DI BELVERDE

Il PARCO ARCHEOLOGICO NATURALISTICO DI BELVERDE

Natura, tanta natura (a me è passato davanti anche un capriolo!), archeologia e storia nel Parco Archeologico Naturalistico di Belverde, nel cuore della Valdichiana senese.

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Un’oasi percorribile a piedi, con l’aiuto della guida dell’Archeodromo (la nostra è stata bravissima e molto simpatica: ci ha fatto fare un giro di quasi tre ore tra caverne e la ricostruzione del villaggio dell’età del Bronzo lì ricostruito – vedi video allegato), attraverso corridoi, sale, cunicoli, inghiottitoi, tutti adeguatamente attrezzati ed illuminati da un impianto fotovoltaico. Le cavità si sono formate nei blocchi di travertino nel corso dei millenni, e la loro esplorazione è un vero e proprio viaggio nel passato, nella Preistoria!

Alcune di queste averne, in particolare, furono scelte come luoghi di sepoltura e di culto, come hanno rivelato le esplorazioni archeologiche, iniziate nella prima metà del ’900 e tuttora in corso.

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L’uso sacro della Grotta Lattaia è, per esempio, testimoniato dal ritrovamento di oggetti votivi di periodo ellenistico: riproduzioni di bambini in fasce, fittili anatomici (mammelle), vasetti miniaturistici e monete di bronzo.

 

A DUE PASSI DA CETONA

Qui siamo a circa 2 km dal borgo di Cetona dove nel centro storico, a due passi dalla piazza principale, c’è il rinnovato Museo Civico (bellissimo, molto didattico e curato!). È da lì che si può fare il biglietto per l’escursione a Belverde, è da lì che vengono date le indicazioni per arrivare all’Archeodromo, se non si è pratici della zona (come me).

Il percorso è stupendo, attraverso una strada che si inerpica e costeggia campi di grano e boschi, e poi la visione del Monte Cetona davanti, davvero imponente!

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In fondo questa strada, a sinistra, c’è l’Archeodromo ed è da qui che la guida naturalistica ti accompagna alla visita delle Grotte e alla ricostruzione di un villaggio dell’età del Bronzo, con le capanne e il forno per la fusione dei metalli.

BELVERDE e MONTE CETONA

I siti preistorici in grotta del Monte Cetona sono localizzati soprattutto a Belverde. In quest’area il pendio è occupato da un’imponente formazione di blocchi di travertino accatastati gli uni sugli altri per successivi crolli avvenuti in età antiche. Particolare conformazione geologica quiesta, caratterizzata dall’“accatastamento” di blocchi di travertino (la scogliera), che nel corso del tempo hanno dato vita ad un intreccio di cunicoli, un vero labirinto naturale.

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CUNICOLI e LABIRINTI di TRAVERTINO

Tra masso e masso si sono, quindi, creati cunicoli, camere e inghiottitoi che furono utilizzati in epoca preistorica come luoghi di abitazione, per la sepoltura dei defunti e a scopo cultuale.

Non si tratta di vere e proprie grotte ma, piuttosto, di gallerie, spesso collegate tra loro in una specie di labirinto naturale.

Esse vengono qui chiamate “tombe” in quanto localmente questo termine ha il significato di “ricovero sotterraneo”.

Umberto Calzoni individuò e scavò nell’area di Belverde oltre venti cavità, tra il 1927 e il 1934. I principali siti indagati sono: la Buca dell’Orto, la Tomba della Carbonaia, la Grotta di San Francesco, la Grotta della Spinosa, la Tomba della Noce, la Tomba del Fumo, la Tomba del Poggetto, la Tomba della Chiesina, la Tomba del Coccio Fiorito, la Tomba della Strada.

Il NEANDERTHAL

Le vicende preistoriche del territorio iniziano nel Paleolitico medio: l’uomo di Neandertal ha abitato alcune grotte del Cetona, lasciando come traccia del suo passaggio strumenti di pietra scheggiata e resti degli animali cacciati.

Dopo una sporadica frequentazione durante il Neolitico e l’Età del Rame, si registra un intenso popolamento nel corso del II millennio a.C., soprattutto a Belverde, sul fianco orientale della montagna, dove l’uomo ha eretto capanne, abitato i ripari sotto roccia, seppellito i propri morti.

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I dati archeologici e paleoecologici delle Grotte di Gosto, Lattaia e di San Francesco permettono di proporre una ricostruzione dell’ambiente e della vita quotidiana dell’uomo di neanderthal sul Cetona intorno a 50 anni fa.

Le condizioni climatico-ambientali erano umide e fresche, non troppo rigide. La montagna era ricoperta da boschi, intervallati da radure. La boscaglia era composta da querce, aggi, olmi, abeti, frassini, carpini, e noccioli.

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Nel sottobosco crescevano eriche e felci. Nelle radure, durante la bella stagione fiorivano l’assenzio, il fiordaliso, papaveracee, ranuncolacee.

La caccia degli animali che popolavano Cetona era rivolta soprattutto al cervo, al capriolo, al camoscio.

Lì vivevano anche il lupo, la volpe, la lince, la lepre.

L’uomo si contendeva l’uso delle grotte con il grande orso delle caverne (Ursus spelaeus).

La caccia al rinoceronte, al cavallo, al bue primigenio aveva luogo probabilmente nel fondovalle.

L’ORSO DELLE CAVERNE

La Grotta Lattaia, occasionalmente abitata dall’uomo di Neanderthal, è stata per qualche millennio, una tana del grande orso speleoNei livelli più bassi della cavità sono stati scoperti moltissimi resti scheletrici appartenenti a vari individui, morti principalmente durante il periodo di letargo.

E’ così che l’uomo doveva contendersi l’uso di queste caverne con l’Orso che era sì vegetariano, però sempre orso grande e grosso era lo stesso.

L’Ursus spelaeus era molto diffuso nelle foreste europee durante la fase finale del Pleistocene medio (780-120 mila anni fa) e durante il Pleistocene superiore (120-10 mila anni fa).

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la ricostruzione a grandezza naturale dell’Ursus spelaeus: il corpo che vediamo al Museo Civico di Cetona è composto da ossa di vari esemplari, raccolte nelle caverne di Belverde.

GROTTA SAN FRANCESCO

Proprio nelle cavità che le rocce hanno plasmato sulla montagna si costituirono i primi insediamenti umani dei quali si possono osservare evidenti tracce visitando la Grotta di San Francesco, la più grande e con testimonianze risalenti al Paleolitico medio, all’Età del Rame e a quella del Bronzo; il Riparo del Capriolo, abitato fin dalla metà del II millennio a.C. e la Grotta Lattaia utilizzata come luogo di culto anche in epoca etrusca e romana.

da youtube ArcheoTime

video: Dentro la Caverna. Cetona: l’area archeologica di Belverde

L’ANFITEATRO

Tra queste bellezze, immerso in un suggestivo bosco di lecci, si insinua un sentiero di circa 2 chilometri che permette di vistare il parco e di godere dei suoi magnifici scenari, tra cui spicca il cosiddetto Anfiteatro, una suggestiva cava di travertino solcata da grandi gradinate.

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per le visite info al Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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