L’ALTARE RUPESTRE DI SANTO STEFANO-OSCHIRI

oschiri_altare_rupestre_santo_stefano_francesca-pontani-5.jpgL’ALTARE RUPESTRE DI SANTO STEFANO a OSCHIRI

PIETRE MAGNIFICHE E IERATICHE

Un manufatto enigmatico e unico nel suo genere, del quale ancora non si ha una spiegazione chiara: questo è l’Altare Rupestre di Santo Stefano a Oschiri, che ho visitato seguendo la coinvolgente narrazione di Giorgio Pala, dell’Associazione culturale “Su Furrighèsu”.

[video dal canale youtube ArcheoTime]

Giorgio conosce ogni singola roccia e pietra di questa zona della Sardegna e ci racconta con vera e appassionata emozione la storia di queste pietre magnifiche e ieratiche, che già da sole, solo guardandole, trasmettono fascino e mistero.

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Prima di raggiungere l’Altare Rupestre veniamo condotti da Giorgio Pala in una passeggiata-viaggio per contestualizzare il sito di Santo Stefano: questa è un’area molto vasta, occupata da evidenze archeologiche diverse tra di loro che, ognuna a suo modo, trasmette sacralità e religiosità.

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Una piccolissima domus de janas sulla cui parete esterna sembra di vedere incisa una figura di donna con il bambino: “Quando vi batte sopra il sole, giurereste di vederla” ci spiega Giorgio.

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Troviamo anche quello che viene considerato uno scarnificatoio, un pavimento di roccia, con canalette per lo scolo del sangue. Si pensa infatti che prima di deporre il cadavere all’interno delle domus de janas, il corpo del defunto venisse sottoposto a questo processo.

Tante sono anche le pietre con coppelle disposte seguendo “schemi” diversi, tra i più interessanti il masso posto al lato dell’Altare Rupestre le cui dodici coppelle concentriche formano un cerchio, all’interno del quale è presente una tredicesima coppella centrale.

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E poi il grande masso solcato dall’incisione di tre quadrati, di differenti dimensioni, orientati in modo particolare. Qui è venuto anche Robert Bauval (autore de “Il Mistero di Orione”) che ha subito associato questa incisione alle tre piramidi di Giza, viste dall’alto, che hanno lo stesso identico orientamento della “cintura” della costellazione di Orione.

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CINQUE SITI CON ROCCE LAVORATE

In particolare nell’area tra la necropoli a domus de janas e la chiesa di Santo Stefano sono individuabili cinque siti con rocce “lavorate” dall’uomo:

1) Roccia con tre nicchie quadrangolari che si dispongono a scaletta da sinistra a destra di chi guarda.

2) Roccia con tredici coppelle allineate ed altre che si dispongono al di sopra e al di sotto di queste.

3) Roccia con due incavi sub-triangolari a sinistra di un bancone.

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4) Altare Rupestre

5) “Meridiana” costituita da un incavo circolare circondata da dodici coppelle. L’incavo circolare centrale è sormontato da uno scalino, e sopra la coppella che indica le dodici c’è un’altra coppella.

 

L’ALTARE RUPESTRE DI SANTO STEFANO

L’altare rupestre di Santo Stefano si trova poco fuori il centro storico di Oschiri ed è uno dei luoghi più affascinanti della Sardegna. Il fascino di questo sito deriva dal fatto che la sua funzione e il significato dei simboli scolpiti nella roccia non hanno ancora trovato nessuna spiegazione convincente, e la sua unicità e particolarità porta a farci mille domande:

Quando è stato “modellato” in questo modo? Questo è il risultato di un “unico” intervento o noi vediamo la sovrapposizione di interventi succedutisi nel tempo, nei secoli? Perché è stato creato, qual è stata la sua funzione? Chi ha voluto lasciare impressa nella roccia questi “messaggi”?

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L’Altare Rupestre di Santo Stefano è infatti un grande banco di roccia in cui sono stati scolpiti segni di diversa forma: triangoli, quadrati, cerchi, croci, numerose coppelle, variamente combinati tra di loro, e finché non verrà programmato uno scavo archeologico stratigrafico, difficile sarà poter collocare l’Altare Rupestre di Oschiri in un qualsiasi contesto storico, esatto e cronologicamente circoscritto.

Le “immagini” incise sull’Altare di Oschiri non hanno dei confronti e per questo sono molto difficili da interpretare.

L’ALTARE RUPESTRE: DA SINISTRA A DESTRA

Guardando la pietra dell’Altare di Santo Stefano da sinistra a destra abbiamo:

  • 14 nicchie nella fascia inferiore, di cui 8 triangolari e 6 quadrate di cui una sormontata da un triangolo;
  • 7 nicchie nella parte superiore, di cui 5 di forma triangolare, 1 circolare e 1 quadrata sormontata da un triangolo. Alcune presentano, all’interno, l’incisione di una croce greca, mentre altre sono delimitate da piccole coppelle rotonde. Un quadrato è quasi privo di profondità, con una cornice perimetrale, ed è sormontato da un triangolo con una croce greca.

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UN UNICUM

Difficile è quindi dare un’esatta interpretazione all’Altare Rupestre di Santo Stefano, essendo questo monumento un unicum, un monumento senza confronti tali che ci possano indicare un contesto storico di appartenenza.

I quadrati, per esempio,  potrebbero rappresentare il tema della “falsa-porta”, simbolo del passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, i cerchi invece potrebbero indicare una divinità solare.

Alcuni studiosi ipotizzano che l’altare rupestre sia di epoca neolitica, altri che sia un’opera più recente; infatti di scuro c’è una data incisa: “1492”, proprio sopra la porta laterale (sull’edicola) della chiesa che sta di fronte…

Certa è, però, la sensazione che siamo di fronte a simboli e messaggi molto antichi. Messaggi affidati alla pietra che, in quanto immune dal divenire e dai cambiamenti, si riveste di valori ierofanici intensi e profondi.

Ed e così che la pietra, “avvolta” di sacralità, irradia un particolare “potere” su tutto ciò che le sta intorno…

 

il Mio VIDEO

per ascoltare dalla voce di Giogio Pala (video)

Per approfondire

 

 

 

 

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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