CORTONA: GLI ETRUSCHI MAESTRI DI SCRITTURA-LA MOSTRA

GLI ETRUSCHI: MAESTRI DI SCRITTURA

GLI ETRUSCHI MAESTRI DI SCRITTURA. Società e cultura  nell’Italia Antica: al MAEC di Cortona fino al 31 luglio 2016

Gallery per foto e documenti da scaricare

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L’opinione più diffusa riguardo la lingua etrusca è che questa lingua non sia stata ancora “decifrata”.

In realtà i testi che abbiamo, redatti in alfabeto di tipo greco e perfettamente comprensibili, possono essere letti con assoluta sicurezza.

Le difficoltà riguardano il significato delle parole e quindi l’interpretazione dei testi, aspetto questo che rende lo studio della civiltà, della cultura e della dimensione spirituale del mondo etrusco davvero affascinante.

I documenti esposti nella mostra allestita al MAEC di Cortona ci aprono quindi una porta per entrare nel modo di una delle più grandi civiltà del Mediterraneo.

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La civiltà etrusca è stata la prima grande espressione culturale dell’Italia antica e, soprattutto, è stata una civiltà della scrittura. Purtroppo, però, i libri etruschi noi li conosciamo solo attraverso pochi frammenti pervenutici, perché tradotti e trasmessi da autori greci e latini.

Ma la ricerca archeologica ha confermato l’importanza della pratica della scrittura nel mondo etrusco: ad oggi si conoscono 12.000 iscrizioni.

La mostra di Cortona racconta attraverso reperti eccezionali, l’evoluzione della scrittura etrusca: dall’introduzione dell’alfabeto in Etruria intorno al 700 a.C. fino alla scomparsa dell’etrusco all’inizio dell’impero romano.

Tra i reperti esposti:

  • le Bende della Mummia di Zagabria (ne parlo in maniera approfondita a pag. 84): un reperto davvero eccezione, un unicum! Il Liber Linteus (Zagrabiensis) è infatti il più lungo testo in lingua etrusca che conosciamo (circa 1200 parole) e, soprattutto, il solo esistente libro in lino. Si tratta di un telo di lino che era stato utilizzato per bendare la mummia di una donna del periodo Tolemaico, ritrovata in Egitto a metà del XIX secolo. È detta “di Zagabria” (nel cui museo archeologico è ancora conservata) perché fu riportata dall’Egitto come cimelio dal croato Mihail de Brariæ. Il testo riporta un calendario rituale.

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  • l’Urna cineraria proveniente da Volterra

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  • la statuetta di culsans e di selvans

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Nella mostra del MAEC sono esposti anche i documenti che ci raccontano degli studi fatti nell’ultimo secolo relativi a questi reperti archeologici.

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Dove

Cortona, MAEC 

MAEC pagina facebook 

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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