I TEMPLARI DI SAN GIULIO A CIVITAVECCHIA

[dal canale youtube ArcheoTime]

“…e forse erano tutto questo, anime perse e anime sante,

cavallanti e cavalieri, banchieri ed eroi”

Umberto Eco, Il pendolo di Foucault

In Italia tante sono state le chiese e i castelli che furono occupati dai Templari e tanti i posti dove poter toccare con mano le pietre con cui vennero edificate le costruzioni di questi particolari cavalieri medievali.

I cavalieri Templari, un Ordine monastico, del quale restano degli edifici, attraverso i quali possiamo ancora oggi percepire quel fascino particolare, il fascino di quei cavalieri entrati a far parte della leggenda e del mito.

 

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I TEMPLARI A CIVITAVECCHIA [nota 1]

Civitavecchia è sempre stato uno scalo marittimo importante e per questo ospitò due precettorie templari.

SANTA MARIA DEL TEMPIO

La prima precettoria era dedicata a Santa Maria del Tempio, e si trovava dentro il porto, una posizione strategica perché così poteva controllare il traffico marittimo della propria flotta. Purtroppo durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, però venne gravemente danneggiata e poi completamente demolita. Ne resta una memoria nel nome dato alla “piazzetta” dove era situata la chiesa: Piazzetta Santa Maria, a metà di Corso Marconi, sotto i portici.

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il segno rosso indica la Chiesa di Santa Maria a Civitavecchia, dietro la fontana del Vanvitelli, sul porto. Dal libro di Enzo Valentini, I Templari a Civitavecchia, p. 26
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la chiesa di Santa Maria dopo i bombardamenti del 1944. Dal libro di Enzo Valentini, I Templari a Civitavecchia, p.27

SAN GIULIO (o SANT’EGIDIO)

L’altra precettoria era dedicata a San Giulio ed era collocata sulla strada che collegava Civitavecchia con i Monti della Tolfa, un ricchissimo bacino minerario; di questo insediamento templare oggi rimane solo il campanile, che sporge dal terreno per gli ultimi 7 metri, perché i resti di muri e di pavimenti sono stati interrati per una migliore conservazione.

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NEL 1244

Nel 1244 la precettoria templare di San Giulio ebbe un piccolo ruolo nell’aspra contesa tra Papato e Impero. In quell’anno infatti papa Innocenzo IV, che si trovava a Sutri, sulla Via Cassia/Francigena, per sfuggire all’esercito di Federico II, che aveva iniziato a scendere da Acquapendente, nottetempo attraversò a cavallo i Monti della Tolfa.

Giunto il mattino seguente a San Giulio, il Papa venne accolto e rifocillato dai cavalieri templari, mentre i suoi emissari andavano al porto di Civitavecchia per controllare che non fosse presidiato dalle milizie imperiali e così poter organizzare il viaggio, via mare, che avrebbe portato il pontefice al sicuro in Francia. [nota 1]

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COSA ERA UNA PRECETTORIA?

Le precettorie templari non avevano scopi militari di reclutamento o di addestramento ma erano centri di produzione di derrate alimentari che, convogliate ai porti, andavano a mantenere le forze combattenti del Tempio impegnate nella guerra in Terrasanta.

A questo scopo il porto di Civitavecchia fu uno scalo quasi obbligato per le flotte dirette in Oriente.

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CIVITAVECCHIA E L’ORDINE DEL TEMPIO [nota 2]

La prima testimonianza certa di cavalieri templari a Civitavecchia risale al passaggio di Giovanni di Brienne quando questi, nel recarsi da Papa Onorio III per lamentarsi dell’imperatore Federico II, approdò nel porto della città:

“Eran con il regio viaggiatore i gran maestri de’ Cavalieri Templari, Ospitalieri e Teutonici” (V.Annovazzi, Storia di Civitavecchia, dalla sua origine fino all’anno 1848).

“Questo non era soltanto il naturale approdo di quanti anche da paesi settentrionali di Europa venivano per via mare a Roma; ma per quanti, crociati e commercianti, andavano dall’occidente verso oriente era luogo di rifornimento e riposo” (Calisse, Storia di Civitavecchia, 1936).

In molte occasioni fecero sosta nel porto navigli crociati, fra cui il passaggio di Riccardo Cuor di Leone nel 1190; inoltre nel marzo del 1240 la flotta di Federico II, diretta in Sicilia, a causa di una violentissima tempesta, fu costretta a trovare riparo nel porto di Civitavecchia (O.Toti, Storia di Civitavecchia, 1992, vol. I).

Testimonianze documentate ci vengono dagli atti relativi al processo svolto tra il 1309 e il 1310 contro i Templari di Roma e dell’Italia centrale. Il 20 dicembre 1309 gli inquisitori papali si riuniscono nel palazzo episcopale di Viterbo e stilano un elenco delle chiese templari sulle porte delle quali fare affiggere le citazioni inquisitoriali, in cui è fatto obbligo ai Templari di presentarsi davanti agli inquisitori per rispondere alle loro domande circa le accuse mosse contro l’Ordine del Tempio. Vengono elencate le chiese templari, raggruppate per diocesi, tra cui figura quella di San Giulio, nei pressi di Civitavecchia, dipendente dalla diocesi di Viterbo e Tuscania.

La strada sulla quale è posta la chiesa collega ancora oggi Civitavecchia con Tolfa. In tempi passati da Tolfa si snodava una strada che attraverso alcuni snodi oltrepassava i Monti della Tolfa per giungere fino a Vetralla sulla Via Cassia, antica strada consolare romana conosciuta nel Medioevo col nome di Francigena o Francesca, perché percorsa dai pellegrini che si recavano dalla Francia a Roma.

INNOCENZO IV e FEDERICO II

Nel giugno 1244 papa Innocenzo IV, per sfuggire a Federico II che si trovava ad Acquapendente, lasciò nottetempo Sutri, dove si era rifugiato, alla volta di Civitavecchia, nel cui porto erano ancorate 23 galee genovesi incaricate di portarlo in salvo in Francia. Nottetempo accompagnato da un piccolo gruppo di persone attraversò a cavallo le selve dei Monti della Tolfa, percorrendo il seguente itinerario: Sutri, Bassano Romano, Veiano, Civitella Cesi, il guado “Passo di Viterbo” sul fiume Mignone, Tolfa, Civitavecchia. Il 29 giugno giunto in prossimità di Civitavecchia si fermò, sia per riposare sia per cambiarsi d’abito e riprendere le sue insegne papali, in una piccola chiesa di campagna (in quadam parva ecclesia que est sita i campis Civitevetule), mentre i suoi incaricati si recavano in città per controllare se il porto non fosse in mani nemiche.

In base al disegno fatto da Bastianelli, anche se oggi vediamo solo la torre campanaria, si ipotizza la presenza di un edificio, forse conventuale, addossato alla chiesa. D’altra parte – come dice Enzo Valentini- è facile supporre che vicino alla chiesa sorgessero delle strutture utilizzate come refettorio e dormitorio per i religiosi residenti, sia sergenti che fratelli di mestiere; oppure come magazzini per attrezzi agricoli e per lo stoccaggio dei prodotti agricoli coltivati nei terreni circostanti; forse anche delle stalle per i cavalli o gli animali allevati.

Inoltre come testimoniato da Vivolo de Villa Sancti Iustini, a San Giulio veniva data ospitalità a parecchi poveri ogni giorno; è possibile quindi che vi fosse un locale chiuso, oppure un portico riparato (pellegrinaio), dove sia i poveri, ma anche i pellegrini ed i viaggiatori che transitavano lungo la strada di cui si è parlato sopra, potevano trovare protezione per la notte.

Della chiesa ormai resta visibile solo la torre campanaria a pianta quadrata, di 4 m. per lato, che sporge per 7 metri dal livello del terreno; l’epoca di costruzione si può far risalire, per stile e analogia con altri edifici, ai secoli XI e XII. Le altre rovine della chiesa, pavimentazione e alcuni muri perimetrali, oltre alla parte inferiore del campanile, sono state rinterrate dopo essere state portate alla luce nel 1954 durante una campagna di scavi operata dall’Associazione Archeologica Centumcellae di Civitavecchia.

 

BIBLIOGRAFIA

Nota 1: Enzo Valentini, I Templari. I luoghi dell’Ordine del Tempio in Italia, p.108

Nota 2: Enzo Valentini, I Templari a Civitavecchia e nel territorio fra Tarquinia e Cerveteri, pp. 22-24; 48; 65; 68

“San Giulio da salvare” pagina facebook: pagina dedicata alla chiesa templare di San Giulio (Sant’Egidio), nei pressi di Civitavecchia, e alla sua salvaguardia.

La Chiesa Templare di San Giulio a Civitavecchia

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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