CASTELLO DI MONTECALVELLO: MEDIOEVO, ESOTERISMO e BALTHUS

Domenica 29 novembre ho partecipato alla visita del Castello di Montecalvello, un castello di origine Medievale che si trova in una località vicino Viterbo, precisamente a 4 km da Grotte Santo Stefano.

Guida speciale l’archeologa Francesca Ceci (Funzionario Musei Capitolini di Roma) che ha organizzato la visita e ci ha permesso di entrare dentro il Castello, perché è un’abitazione privata, e quindi normalmente all’interno non si può entrare; la visita rientrava nell’ambito delle iniziative dell’Associazione Culturale Archeotuscia di Viterbo.

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Tante le storie e i personaggi che lì dentro hanno vissuto attraverso i secoli, dal Medioevo, passando per il pieno Umanesimo, Rinascimento, fino ad arrivare ai nostri giorni con Balthus.

LA STORIA DEL CASTELLO DI MONTECALVELLO
Tra il 774 e il 776 sembrerebbe che il re longobardo Desiderio abbia fatto costruire il nucleo originario del castello, ma le notizie certe, di archivio, su questo edificio le abbiamo solo a partire dal 1200, quando sulla scena politica dello scacchiere dei territori della Tuscia compare il signore ghibellino Alessandro Calvelli, dal quale si presume derivi il nome del borgo.

I Monaldeschi poi, però quelli del ramo del Cane, attraverso vicende politiche e di matrimoni incrociati diventano signori di Montecalvello.

Nel 1644 il castello risulta essere proprietà del marchese Marcello Raimondi e, successivamente, di Donna Olimpia Maidalchini in Pamphili, cognata del papa Innocenzo X Giovanni Battista Pamphili, che diventa così feudataria dell’intero territorio, con l’inclusione di Grotte Santo Stefano e Vallebona.

E’ nel 1970 che il Castello di Montecalvello viene acquistato dal famoso pittore di arte contemporanea Balthus, nome d’arte di Balthasar Klossowski de Ròla che userà il castello come dimora fino alla sua morte lasciandolo in eredità al figlio.

(Nel 2015 il castello è stato una delle località in cui è stato girato il film di Matteo Garrone Il racconto dei racconti).

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Montecalvello: cortile all’esterno del Palazzo
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Castello di Montecalvello: veduta del costone sulla sinistra dell’antico abitato etrusco
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Castello di Montecalvello: lo stemma della famiglia

CASTELLO DI MONTECALVELLO: UN PERCORSO ESOTERICO ATTRAVERSO LE SUE STANZE

Camminare attraverso le stanze del Castello di Montecalvello non è, però, semplicemente camminare all’interno di un Castello medievale, ma è fare un viaggio, un viaggio esoterico di conoscenza interiore, di amore e rispetto per la natura di cui noi facciamo parte (anche se a volte ce ne dimentichiamo) e un viaggio attraverso i ricordi e l’amore per il prossimo e per i nostri amici.

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Le pitture lungo tutte le stanze del piano nobile non sono semplicemente e banalmente decorative ma raccontano e lanciano un messaggio preciso: rispettare la natura perché è solo attraverso di essa che avviene la trasformazione alchemica del piombo in oro. Ma la trasformazione non è riferita a qualcosa di materiale, ma alla trasformazione del proprio animo da piombo in oro. Questo è il messaggio.

Non conosciamo il nome di chi ha eseguito le pitture, ma i dettagli e certi volti, quelli soprattutto in “sanguigna” con amorini, ci fanno capire che fu un maestro di grande livello.

Sullo stipite di ogni porta di accesso alle diverse stanze è presente, inciso, un motto, in latino, che invita ad una riflessione filosofico-esistenziale.

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Mentre nella stanza da letto con una Madonna molto dolce e terrena è dipinta (in alto a sinistra) la seguente frase:

AMICURUM PRESENTIUM ET ABSENTIUM MEMORES ESSE DEBEMUS

“dobbiamo tenere il ricordo,dobbiamo custodire nella nostra memoria il ricordo degli amici presenti e degli amici assenti”

che ci ricorda che l’amicizia è un elemento fondamentale nell’esistenza dell’uomo, preziosa.

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Oltre ai motti in latino incisi sulle porte, anche i Grotteschi ti fanno immergere e ti avvolgono nell’atmosfera del mito dove l’uomo è tutt’uno con la Natura.

E’ nella Natura che l’uomo si trasforma mentre dà da mangiare alla Natura stessa rappresentata dagli animali fantastici: in un simbolico ciclo a spirale, vediamo l’uomo che porge il cibo all’animale mentre i suoi piedi si trasformano nella Natura stessa a spirale che a sua volta avvolge l’animale stesso e dalla quale l’animale stesso nasce.

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E’ nel Rinascimento che la rinascita dell’uomo è vista solo se inserita in un rapporto armonico con la Natura, una relazione/rapporto armonio che permette la rinascita dell’uomo nel mondo.

L’uomo si comprende come parte del mondo: e se da un lato l’uomo si distingue dal mondo per rivendicare la propria originalità, allo stesso tempo si radica in esso e riconosce il Mondo/la Natura come il proprio dominio.

Sul camino una donna bianca con drappo rosso: anche qui sembrerebbe che ci sia un collegamento con i colori alchemici.

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Bellissimi anche gli affreschi all’esterno, nel loggiato

 

Alcune immagini dell’interno del Castello di Montecalvello

 

MA CHI ERA BALTHUS?

Balthus fu un pittore molto controverso, perché raffigurò giovani donne in atteggiamenti erotici; ma Balthus fu soprattutto uno tra i più originali ed enigmatici maestri del Novecento e per questo motivo il primo pittore che ancora in vita ebbe il privilegio di vedere esposte le sue opere al Louvre.

Tra l’altro in questi giorni alle Scuderie del Quirinale e a Villa Medici  è ancora in corso la mostra sulle sue opere pittoriche.

Restauratore, tra le altre cose, degli affreschi dell’Accademia di Francia, dove ebbe il suo studio per diversi anni, nel 1970 Montecalvello divenne la sua residenza e suo studio, e fu grazie a lui che il Castello ricevette importanti restauri tornando al suo splendore (perché precedentemente era stato utilizzato come granaio).

LA SOFFITTA DEL CASTELLO: LO STUDIO DI BALTHUS.

Ancora oggi nell’ultimo piano del Castello,  in “soffitta” ci sono i colori, le terre, l’olio di lino, i pennelli lasciati lì proprio da Balthus.

I GATTI DI BALTHUS

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uno dei Gatti di Balthus

I gatti furono sempre una forte presenza nel lavoro di Balthus e anche qui al Castello di Montecalvello sono presenti.

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Veduta da una delle finestre del Castello di  Montecalvello

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

2 comments

  • Grazie per averci spalancato un varco dentro il castello di Balthus; benchè conoscessi Montecalvello e la sua piazzetta dotata di fontana, non avevo mai avuto sentore di quel che c’era all’interno. Peccato che questi tesori nascosti rimangano chiusi o aprano sporadicamente cosa che non consente certo il loro restauro ed il mantenimento.

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