FESTIVAL DEGLI ETRUSCHI 2015: RIFLESSIONI E LA COMUNICAZIONE IN ARCHEOLOGIA

dal canale youtube ARCHEOTIME il video sul (mio) Festival degli Etruschi: dal bellissimo e medievale quartiere San Pellegrino fino a Piazza del Plebiscito e poi su fin dentro Palazzo dei Priori con i suoi splendidi trompe l’oeil.

RINGRAZIAMENTI

Per prima cosa ringrazio di cuore gli organizzatori per aver accolto positivamente la mia richiesta di partecipazione a questa manifestazione così importante per il nostro territorio. E’ stata per me una bellissima esperienza. Sembrerò esagerata ma entrare a far parte di una manifestazione che per la prima volta dà spazio in questo modo agli Etruschi e all’Archeologia, per me è stato emozionante davvero.

Un’iniziativa lodevole che ha anche avuto successo di pubblico: il riscontro c’è stato e quindi spero che diventi un appuntamento fisso a Viterbo, location perfetta e splendida per questo tipo di eventi culturali capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica.

Il FESTIVAL DEGLI ETRUSCHI è una manifestazione che si è svolta nei giorni 11-13 settembre a Viterbo, da un progetto degli ideatori di Caffeina Cultura.

Una manifestazione che è

Una grande opportunità, non solo per rilanciare l’immagine di un popolo tra i più suggestivi e affascinanti del Mediterraneo antico, ma anche per attualizzarne la percezione inserendola nel territorio attuale, che conserva ancora intatta la bellezza dei secoli perduti

il Festival degli Etruschi è proprio questo: un’attenzione nuova a un popolo antico, che è stato determinante nella storia del nostro paese e che ha contribuito a costruire la nostra immagine di uomini e donne di oggi, un popolo che sembra lontano, perduto nelle nebbie del passato, ma che è invece vicino, presente nei meravigliosi luoghi della cultura che ci circondano ma anche nei frutti di questa splendida terra, un angolo prezioso, gioiello poco noto ma sempre più riconosciuto del nostro straordinario patrimonio culturale” (Alfonsina Russo da www.tusciaweb)

QUINDI

Bellissima l’idea, stupendo il progetto e poi io adoro lo slogan:

FESTIVAL DEGLI ETRUSCHI: PIRATI DELLA BELLEZZA

L’ho trovato molto evocativo e già da solo ti faceva viaggiare con la mente e l’immaginazione.

Ma accanto a tutto questo enorme sforzo di creare una manifestazione apripista e volano anche economico per tutta la provincia, ci sono state una serie di occasioni perse da parte degli attori chiamati in campo in questa “partita”.

1. GLI ARCHEOLOGI: UN’OCCASIONE PERSA (la solita storia)

Ecco: le emozioni qui dovevano pervadere ogni parola/frase/sguardo degli archeologi che parlavano e invece le emozioni sono state (quasi) totalmente assenti… 

Ed è così che mi ritrovo qui a scrivere delle (solite) occasioni perse (diciamo proprio buttate nella spazzatura) da parte di chi deve per forza far vedere di essere un archeologo con la A maiuscola e gli altri sono “altri” (…e non dovrebbero parlare proprio).

Magari lavorare di più su se stessi dal punto di vista della comunicazione di emozioni e non di nozioni sterili aiuterebbe a portare il mondo degli archeologi ad una svolta epocale.

Perché ci dobbiamo sempre far riconoscere ?!…abbandoniamoci liberamente alle nostre (=degli archeologi) ansie e paranoie mentali esistenziali quando stiamo tra di noi, nei convegni ufficiali (che tanto siamo tra ”amici” e ci conosciamo e sappiamo come siamo)…ma negli eventi pubblici mostriamo il meglio di noi e soprattutto proviamo a COMUNICARE, a TRASMETTERE IL VALORE di quello di cui stiamo parlando: museo/area archeologica/scavo archeologico, ecc. ecc.

Basterebbe essere più sicuri di se stessi e COMUNICATIVI per acquistare automaticamente autorevolezza. Anche perché si può essere professionali, precisi e “scientifici” ma anche divulgativi allo stesso tempo.

Dico questo perché un relatore ha sentito la necessità (ad un certo punto della sua relazione) di precisare che lui “appartiene alla categoria degli archeologi” e che gli studiosi locali sono altra cosa… (discorso molto ampio e spinoso su cui ci si potrebbe confrontare per ore e sul quale potrei essere d’accordo anch’io) …però questa non è la sede adatta, non mi sembra proprio il caso… e poi perché siamo sempre in perenne competizione con chi non è archeologo?

Sarà che nei convegni “ufficiali” certi comportamenti li considero (ahimè) la normalità, invece questa sarebbe dovuta essere un’occasione per mostrarci “diversi” e più “moderni” … dimostrare ad un pubblico ampio che anche noi sappiamo fare comunicazione e che non siamo noiosi quando parliamo…e invece niente…ci devi per forza fare una lezione…ma non stai parlando all’università… no…stai PARLANDO a delle persone che DEVONO sentirsi COINVOLTE in quello di cui parli o mostri nelle tue slide …

Le slide: anche questo un capitolo a parte… pure queste (nella maggior parte) accademiche e “noiose” …tranne un caso in cui per mostrare i luoghi di cui si parlava ci si è rivolti a chi con la fotografia cerca di comunicare emozioni e viaggi interiori… (e ci riesce sempre davvero…) ecco: perché in occasione di questa manifestazione i vari relatori non hanno cercato di trovare immagini più accattivanti??…boh (…mistero…)

Questa sarebbe dovuta essere una manifestazione, una “vetrina” per coinvolgere e INVITARE/OFFRIRE UNO SPUNTO per andare al di là dei soliti percorsi e “scoprire” i posti fiabeschi e magici che la Tuscia viterbese e il mondo degli Etruschi ci offrono… i relatori dovevano comunicare e RACCONTARCI perché ci dobbiamo emozionare quando guardiamo quella tomba rupestre o quel sarcofago… ci dovevano RACCONTARE perché ci dobbiamo AFFEZIONARE e perché dobbiamo DIFENDERE quella necropoli etrusca/museo/ cratere attico/ecc…

sì perché è finita l’epoca in cui essere autoreferenziali… queste manifestazioni aperte ad un ampio pubblico dovrebbero essere l’occasione per TRASMETTERE il valore dell’immenso patrimonio storico e archeologico in cui siamo totalmente immersi ogni giorno (e che ormai non notiamo neanche più).

perché solo se siamo consapevoli del valore (spirituale, umano, storico) che hanno, siamo anche in grado di valorizzarli e salvarli dal tempo, dall’ignoranza e dalla rozzezza umana e spirituale che è sempre pronta ad occultare tutto quanto.

Si perché tu CI DOVEVI INVITARE A VENIRE a trovarti lì dove tu stai, ci dovevi coinvolgere, CI DOVEVI FAR VENIR VOGLIA DI VENIRE DI CORSA (dico: DI C-O-R-S-A) a vedere il tuo museo/area archeologica/reperto archeologico di cui stavi parlando … e invece no, solo (o quasi) analisi dettagliate con linguaggio tecnico:

  • “protome” ?! …mentre fa vedere un bellissimo viso di profilo di un uomo con la barba
  • “vaso potorio”: ma che vuol dire??
  • lo studioso X dice questo: sì vabbè, ma tu racconta, è ridondante chi lo dice !? secondo me, in questo contesto
  • le dimensioni in cm e la tipologia di terra di quello specifico taglio stratigrafico… (comunque almeno non ha detto “US negativa” …è già un passo avanti…)
  • “ansa a sezione trilobata”…

ESSERE COMUNICATIVI È UN’ARTE E UN TALENTO, su questo mi rendo conto: è un lavoro vero e proprio che a volte dobbiamo fare su noi stessi… però uno sforzo a calibrare e “adattare” le proprie (solite) didascaliche relazioni andava fatto, questa volta ne valeva la pena davvero…

2. I COMUNI PATROCINATORI DELL’EVENTO (CHI L’HA VISTI?)

Dico solo una frase: ma dove stavano??

Non hanno alcun interesse a dare valore a chi (a titolo gratuito) va lì a fare “pubblicità” alle bellezze storiche/archeologiche/naturalistiche del loro territorio comunale?

Io non li ho visti per nulla: non hanno questi comuni degli assessori alla cultura? Qualcuno che si occupa del museo che è presente nel loro territorio?

Questi comuni italiani di 2000 o più abitanti sono così subissati da lavoro che non hanno tempo e alcun interesse a venire a seguire questo tipo di manifestazione?? … che poi in fondo in fondo porterebbe anche turismo, lavoro e guadagno (se vogliamo proprio buttare la questioni su di un livello più terreno) …

3. QUALCHE SUGGERIMENTO PER GLI ORGANIZZATORI DELLA MANIFESTAZIONE

Ripetendomi, sottolineo di nuovo la bellissima idea e l’importanza per il nostro territorio del progetto del “Festival degli Etruschi. I Pirati della Bellezza”, però qualcosa andrebbe migliorata.

Primo fra tutti è mancata la presenza di un moderatore: elemento essenziale e imprescindibile di un convegno. E’ il moderatore che crea quel filo rosso di continuità tra una relazione e l’altra e, soprattutto, che fa stare nei tempi giusti e adeguati e vari relatori.

Noi invece ci siamo trovati in un’autogestione in cui quando sapevi che era il tuo turno ti alzavi e prendevi tu (da solo) posizione al microfono dopo che aveva finito il collega della relazione precedente. Il buon senso e l’educazione hanno fatto sì che non si creassero problemi, però una figura lì presente sarebbe auspicabile per la prossima volta.

Il moderatore deve essere sempre presente e appartenente al mondo accademico dell’Università.

Sarebbe poi bello suddividere gli interventi per sezioni: storia, archeologia, paesaggio o per tematiche: la donna, la religione, le vie cave, le necropoli, i musei, ecc. o periodi storici: villanoviano, orientalizzante, età arcaica, ecc. ecc.

Un altro disservizio è stato il mancato coordinamento con le altre iniziative che si svolgevano in quelle ore proprio tra le sale del Comune (matrimoni, visite guidate) e che hanno causato (momentanee) interruzioni del Convegno.

Inoltre io da archeologa-archeoblogger-youtuber proporrei l’organizzazione di “eventi” e iniziative che coinvolgano archeoblogger/blogger storici dell’arte/archeologi-giornalisti o in genere archeologi “social”:

persone, cioè, che sanno  quello di cui si sta parlando e quindi hanno la sensibilità professionale adeguata per cogliere e valorizzare quello di cui si parla e poi, soprattutto, perché in grado di espandere questa bellissima iniziativa anche su altri livelli e piattaforme, alternative ai canali soliti sui quali viaggiano questi convegni-manifestazioni.

QUINDI

“divulgare” con consapevolezza il valore dell’Archeologia

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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