IL CHIOSTRO PICCOLO DELLA CERTOSA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI NEL MUSEO NAZIONALE-TERME DI DIOCLEZIANO

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Entrare e passeggiare sotto il porticato del chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli, il claustrino (come lo definì Matteo Catalani nella sua cronaca cinquecentesca), da qualche mese è possibile; basta entrare dentro il magnifico complesso del Museo Nazionale Romano-Terme di Diocleziano.

Camminare dentro l’antica Natatio, cioè la piscina scoperta delle Terme di Diocleziano: questa è l’eccezionalità e la specificità della visita di questo posto. Di forma quadrata, passeggiare all’ombra [o al riparo dalla pioggia come quando sono andata io] di questa architettura certosina significa camminare in quello spazio che occupa quasi un terzo dell’antica piscina romana.

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all’interno del Chiostro della Certosa di Santa Maria degli Angeli con sullo sfondo le strutture delle Terme di Diocleziano.
(copyright Francesca Pontani)

Parte integrante del grande complesso della Certosa, edificata sul monumento romano, il piccolo chiostro rischiò la demolizione all’inizio del Novecento, in nome del recupero archeologico delle strutture delle antiche Terme.

La realizzazione del chiostro ebbe però una vita lunga e travagliata: la sua storia inizia nella seconda metà del Cinquecento, quando Pio IV Medici (1559-65) stabilisce la trasformazione del nucleo centrale delle Terme nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, e i lavori si protrassero fino a tutto il Seicento e anche oltre.

Il chiostro della Certosa della Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri è tradizionalmente attribuito a Michelangelo perché fu a lui che venne affidato il compito di trasformare il frigidarium delle Terme di Diocleziano nella chiesa. Chiesa e Certosa appartengono a un progetto unitario, però è più probabile che Michelangelo (morto nel 1564) abbia soltanto proposto la planimetria generale e affidato, invece, il compito all’allievo Giacomo del Duca, che partecipò ai lavori almeno nella fase iniziale. Questi iniziarono nel 1565 e si conclusero all’inizio del 1600.

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il chiostro
(copyright Francesca Pontani)

L’impianto del chiostro è di forma quadrata con il lato di circa 40 metri ed è articolato su due livelli: un piano terra loggiato con pilastri di ordine tuscanico e ambulacri scanditi da 6 campate coperte da volte a crociera e il primo piano chiuso che appare ritmato da esili paraste poco sporgenti.

Tutto qui rimanda agli schemi compositivi e stilistici del tardo Cinquecento romano: la sobrietà, la semplificazione dell’ordine architettonico e il trattamento degli elementi in finto travertino.

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all’interno del chiostro della Certosa di Santa Maria degli Angeli con l’allestimento facente parte del complesso del Museo Nazionale Romano-Terme di Diocleziano.
(copyright Francesca Pontani)

Recente il recupero e l’apertura ai visitatori con l’allestimento di numerose sculture che danno un volto agli uomini e agli dei citati nelle iscrizioni messe in mostra; l’esposizione degli Atti degli Arvali e dei Ludi Saeculares, gli antichi culti rifondati nell’ambito della politica religiosa di Augusto e una ricca serie di sculture inedite recentemente rinvenute nella zona della Via Anagnina.

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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