IL SARCOFAGO DEGLI SPOSI RIPRENDE VITA

PERCHÉ  IL SARCOFAGO DEGLI SPOSI E’ STATO SMONTATO? COSA C’ENTRA LO SCANNER 3D ?

Il Sarcofago degli Sposi è una grande urna cineraria del VI secolo a.C., del quale, però, nessuno conosce l’aspetto originario della sepoltura dove venne deposto. Tante le ipotesi di ricostruzione elaborate nel corso degli anni, ma nessuna certezza.

Quello che è certo è che, poche settimane fa, questa splendida urna cineraria è stata smontata e sottoposta all’acquisizione del modello 3D (minuto 0.51 del video). Occasione di tutto questo la grande mostra che vede il gemellaggio del Museo Etrusco di Villa Giulia con il Museo Genus Bononiae-Musei nella Città di Bologna.

Quello messo in piedi è il primo esperimento in Italia di questo tipo: due musei diversi che per la prima volta comunicano tra di loro, il Museo Etrusco di Villa Giulia (posto eccezionale) e il Museo della Storia di Bologna (un nuovo museo aperto alle nuove tecnologie).

Un esperimento straordinario, un’opportunità per avvicinare il pubblico al Museo di Villa Giulia, a Roma ma, soprattutto, per avvicinare il pubblico alla specificità culturale e territoriale dell’Etruria Meridionale.

Quindi:

Sarcofago_degli_Sposi_Villa_Giulia
Il Sarcofago degli Sposi nel Museo Etrusco di Villa Giulia.
copyright Francesca Pontani.

IL SARCOFAGO DEGLI SPOSI QUANDO E’ STATO SCOPERTO?

L’Italia che assiste alla scoperta del Sarcofago degli Sposi è quella del Risorgimento, un’epoca in cui l’archeologia è ancora materia di studio esclusiva di poche élite culturali e, soprattutto, fonte di guadagno per i grandi proprietari terrieri e per i mercanti d’arte.

Ed è proprio nella tenuta della nobile famiglia Ruspoli, l’attuale Necropoli della Banditaccia a Cerveteri, che i fratelli Boccanera ottengono un permesso di scavo. Qui trovano il Sarcofago degli Sposi ridotto, però, in centinaia di frammenti, tutti sparsi tra l’interno e l’esterno di una tomba fortemente compromessa da scavi precedenti.

E’ Felice Bernabei che ci racconta gli antefatti che portarono all’acquisizione del Sarcofago degli Sposi al Museo Etrusco di Villa Giulia (nelle sue “Memorie di un Archeologo”). Un racconto godibile, che è una finestra dalla quale guardare, anche sorridendo, quello che era l’attività dell’archeologo in quell’epoca.

I frammenti erano stati portati nei depositi di Palazzo Ruspoli a Cerveteri, ed è qui che Barnabei, in occasione di una gita, riconosce la figura di una donna tra i mucchi di frammenti fittili accatastati.

Tutti i reperti vengono poi raccolti e trasportati a Roma, nel palazzo di Largo Goldoni e, ci racconta ancora Bernabei,

“mediante l’amicizia che avevo con un’agente di Casa Ruspoli, alla quale onestamente feci la corte, riuscii a penetrare in quella soffitta”.

Sarcofago_degli_Sposi_Villa_Giulia
copyright Francesca Pontani

CON UN PO’ DI MALIZIOSA INTRAPRENDENZA

Così, grazie a questa mossa intraprendente (e maliziosa), l’archeologo riesce ad avere accesso ai depositi dove, non solo, vede nuovamente la testa della donna, ma individua anche quella di un uomo con la barba, le cui caratteristiche stilistiche e la modalità di cottura, lo fanno subito ricollegare allo stesso manufatto.

Le trattative per l’acquisizione furono però lunghissime. Ci vollero quasi 12 anni prima che il Principe Ruspoli decidesse di vendere a Felice Barnabei il Sarcofago degli Sposi, pagato alla fine 4 mila lire. E’ nel 1893 che viene a far parte delle collezioni del Museo Etrusco di Villa Giulia.

Sarcofago_degli_Sposi_Villa_Giulia
copyright Francesca Pontani

UN AMMASSO DI FRAMMENTI

Per dare forma all’ammasso di frammenti, senza ricorrere alle integrazioni di gesso, fu necessario procedere ad un imponente e delicato restauro, che costò 21 mila lire. Di questo se ne occupò Cristoforo Ravelli, abile restauratore Orvietano di bronzi, che realizzò uno scheletro interno di lastre di rame (minuto 3.38 del video), sulle quali furono montati ed incollati, con mastice a base di colla di pesce, tutti i frammenti, così da raggiungere il risultato che tutti conosciamo.

Sarcofago_degli_sposi_Villa_Giulia
copyright Francesca Pontani

IL MUSEO ETRUSCO DI VILLA GIULIA

Il Museo Etrusco di Villa Giulia è un museo unico al mondo, ricco di storia, ricco di arte. Villa Giulia era la villa di Papa Giulio III e, quindi, ovviamente qui non c’è solo la collezione archeologica ma sono un tutt’uno con il Museo anche i tanti capolavori di pittura qui presenti e l’architettura stessa dell’edificio.

Sì perché alla progettazione e alla costruzione vi lavorarono Iacopo Barozzi, Bartolomeo Ammannati, Vesari e perfino Michelangelo, per dare forma a questo edificio, immerso nella valle tutta coltivata a vigna, che nel ‘500 scendeva verso il Tevere.

Il Museo Archeologico, invece, nasce negli anni ’80 del XIX secolo, per inziativa dell’archeologo Felice Barnabei, e i primi oggetti esposti provengono da Civita Castellana, il capoluogo degli antichi Falisci.

E’ con il tempo che l’edificio si arricchisce sempre di più grazie all’arrivo dei capolavori di Cerveteri, di Veio (minuto 1.56 del video) e con le grandi campagne di scavo dei primi del Novecento, che trasformano Villa Giulia da raccolta delle tante civiltà fiorite nel Lazio nel più importante Museo Etrusco del mondo (minuto 2.09 del video).

VILLA GIULIA E LE NUOVE TECNOLOGIE

E’ dunque qui, in uno dei Musei più straordinari al mondo di Arte Etrusca, che inizia questo progetto nuovo e “visionario”. E’ qui che sarà possibile guardare e ammirare l’opera d’arte attraverso un mezzo nuovo, in un momento storico in cui le tecnologie permeano di continuo la nostra vita.

“La tecnologia che sposa il rigore scientifico è l’unica ricetta per far sì che anche un giovane fruitore possa entrare nel meraviglioso mondo degli Etruschi, senza esserne annoiato” (Rita Cosentino, Direttore Archeologico-SBAEM).

Il Sarcofago degli Sposi icona dell’Arte Etrusca, monumento non solo di eccezionale valore ma anche di grande significato, potrà quindi trovarsi in due posti contemporaneamente grazie alle nuove tecnologie.

Sì, perché lo scopo di questo nuovo progetto dello SBAEM è quello non solo di far conoscere fuori da Roma un monumento bello ed esteticamente stupefacente ma, soprattutto, di trasmettere il perché della sua importanza e il perché ha tanto valore culturale; e ce lo spiega Maria Anna De Lucia-Direttore Archeologico-SBAEM:

Io posso emozionarmi al Louvre davanti alla Gioconda, posso emozionarmi davanti al Sarcofago degli Sposi, ma devo capire, però, davanti al Sarcofago degli Sposi oltre ad avere un’emozione, che cosa questo pezzo ha rappresentato nell’antichità. Tra l’alto gli Etruschi questo hanno cercato di fare: di lasciare delle testimonianze per l’aldilà, senza considerare che saremmo arrivati poi noi”.

Così come Rita Cosentino, Direttore Archeologico-SBAEM precisa che:

Il capolavoro può essere banalizzato, proprio perché è noto a tutti, ed è arcinoto. Però, attraverso la tecnologia, attraverso l’innovazione, può invece dare più ampi messaggi, diversi aspetti: come è stato costruito, quali colori sono stati utilizzati, quali erano le forme originarie”.

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

Submit a comment

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...