I MIRACOLI DI FARAS

IL MUSEO NAZIONALE DI VARSAVIA

La nuova Galleria di Faras dedicata al Prof.Kazimierz Michałowski, a seguito di una vasta riqualificazione, è stata aperta al pubblico nel giorno 18 ottobre 2014.

Questo rende la Galleria di Faras la sola, in Europa, a mostrare arte Nubiana e manufatti culturali del periodo cristiano per un periodo che va dalla metà del VI al XIV secolo. In un design moderno si potrà guardare anche il film in 3D, che presenta i tesori più raffinati di una civiltà che si è sviluppata circa 1500 anni fa, in quello che è oggi il Sudan.

La Galleria del Museo di Varsavia è anche l’unico posto al mondo, oltre Khartoum, ad avere in mostra dipinti di Arte Nubiana di epoca Cristiana: santi, arcangeli e vescovi Nubiani che avevano in origine decorato le pareti della chiesa cattedrale di Faras, una città che fu un importante centro amministrativo e culturale del regno africano medievale di Nobadia, nella Valle del Nilo.

Qui a Varsavia con il suono di autentici canti liturgici copti, le opere di inestimabile valore artistico,culturale e storico sono presentate secondo un nuovo scenario espositivo. In particolare è presente una sala progettata per evocare l’interno di un tempio, con i dipinti murali che si trovano in una disposizione simile a quella originale nella cattedrale di Faras.

Gli oggetti nel Museo Nazionale di Varsavia comprendono non solo gli affreschi ma anche rilievi, parti di decorazioni architettoniche, oggetti in bronzo, legno, ceramica, iscrizioni su pietra, e molti altri oggetti di alto valore artistico. Ma i dipinti murali sono senza dubbio il gioiello della collezione.

faras_warsawia
Il nuovo allestimento dei dipinti di Faras nel Museo nazionale di Varsavia.

“I MIRACOLI DI FARAS”

Gli affreschi cristiani nella cattedrale di Faras furono chiamati “i miracoli di Faras” dagli archeologi polacchi che li scoprirono nel corso della missione archeologica di soccorso.

Le acque della diga di Assuan minacciavano, infatti, di sommergere i numerosi edifici antichi situati sulle rive del fiume tra la Prima e la Seconda cateratta. Ma la cooperazione internazionale, sotto gli auspici dell’UNESCO, fu in grado di smantellare alcuni dei più importanti edifici cambiandone posizione (come i due templi di Abu Simbel), o eseguendo rilievi e lo studio su di loro, prima di essere lasciati definitivamente in balia delle acque.

Così tra il 1960 e il 1964, un team guidato da Prof. Dr. Kazimierz Michalowski dell’Istituto per l’Archeologia del Mediterraneo presso l’Università di Varsavia, iniziò a scavare nel piccolo villaggio di Faras, poco distante da Abu Simbel, un tempo un importante centro Nubiano.

Nel VI secolo secolo Faras (o Pachora, come veniva chiamata in lingua greca) già vantava una chiesa cristiana, ed era stata la sede di un vescovo a partire dal 625.

Così quello che era iniziato come un “normale” salvataggio archeologico si concluse nella scoperta di un reperto archeologico sensazionale: una cattedrale sepolta tra la sabbia con più di 120 affreschi!

L’alta qualità di queste opere pittoriche (datate tra il XII e XIII secolo) dimostrò inoltre che Faras fu uno dei più importanti centri artistici dell’allora Nubia Cristiana (il regno di Nobazia).

Fu così che dal 1964 il Museo Nazionale di Varsavia possiede una collezione di 67 di questi affreschi, che vengono chiamati “Affreschi di Faras” anche se questo non è del tutto corretto perché in realtà sono figure eseguite con la tecnica di tempera su intonaco  “a secco” e non nella tecnica dell’affresco.

farsa_warsawia
un volto femminile (AP Photo/Czarek Sokolowski)

LA CAMPAGNA DI NUBIA

Quella di Varsavia è una collezione unica ed è conosciuta in tutto il mondo perchè si compone della metà delle decorazioni pittoriche della cattedrale non più inesistente di Faras (120 in tutto), mentre il resto delle pitture possono essere ammirate nel Museo di Khartoum.

Questo perché in base ad un accordo tra gli archeologi polacchi e il Sudan, i reperti scavati nel corso della cosiddetta Campagna di Nubia furono divisi tra il governo Sudanese e la spedizione archeologica.

La Campagna Nubiana divenne infatti un simbolo forte e dirompente degli sforzi e del successo dell’UNESCO nell’ambito della mobilitazione per il salvataggio di opere di inestimabile valore storico. Il simbolo  di una mobilitazione di azione congiunta internazionale per la tutela del patrimonio comune dell’umanità. Tanto che questa campagna portò anche all’adozione della Convenzione del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1972.

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

9 comments

  • Gentile Francesca,

    sono Giovanni Russo e ti scrivo per un grosso favore, se potrai. Ma prima di tutto… grazie per questo bell’articolo! Sto ammattendo per trovare una foto decente del frammento di Madonna col Bambino (IX-prima metà X sec) che vedo che hai pubblicato (il terzultimo nella pagina): è una tua foto? Non so come contattarti per spiegarti meglio a cosa mi serve, quindi ho pensato di scriverti questo commento.
    Ti ringrazio sin da ora per quando avrai tempo di rispondere, buona giornata,

    Giovanni

    Mi piace

      • Grazie per la risposta così veloce! Sarà la difficoltà col polacco, ma inizialmente nel sito del museo non trovavo la sezione con tutte le foto di Faras. Il tuo blog mi è piaciuto molto, ora l’ho messo tra i preferiti e lo frequenterò più spesso.

        G.

        Liked by 1 persona

      • Guarda, in realtà non ne conoscevo l’esistenza fino all’altro ieri (di solito mi occupo di arte medievale e moderna…). Ora mi toccherà fare una gita a Varsavia! Mi incuriosiva molto il gesto della mano sinistra, per chi guarda, della Vergine, un po’ perché non riesco a decifrarlo (è una sorta di acclamatio, come recita anche la scheda del pezzo del museo? – w google translate -), un po’ per la rarità rispetto ad altre iconografie della Madonna col Bambino, se pensi ad es. al tipo canonico dell’Odighitria.

        Mi piace

      • beh sì è molto particolare la posizione della mano. potrebbe essere legato a qualcosa di specifico proprio dell’iconografia copta. io nello specifico non me ne intendo 🙂

        e sicuramente vale il viaggio! 🙂

        Mi piace

  • Salve,
    Il gesto della Vergine indica la sacralità del suo compito alla quale è stata chiamata e può esercitare tale gesto quale risultato iconografico scaturito dall’immagine di suo figlio il Cristo benedicente, poi Pantocrator. Ne è una derivazione di influenza iconica bizantina, ma anche benedettina. Vi sono alcuni esempi nelle immagini rupestri nei romitori dei monaci. La ricerca in Italia da parte di molti accademici è in fieri e l’apporto di contributi attendibili e documentati è sempre di utile rilevanza.

    Liked by 1 persona

Submit a comment

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...