L’TALIA UNA “REPUBBLICA DELLE BANANE” (ahimè !): il sito archeologico di AIANO-TORRACCIA DI CHIUSI

Aiano_Torraccia di Chiusi_Val d'Elsa
Foto dall’alto della villa romana di Aiano-Torraccia di Chiusi, a pochi chilometri da San Gimignano.
(foto dalla pagina facebook della missione dello scavo )

“Resti romani si sbriciolano nell’Italia ‘repubblica delle banane’ ”: questo è il titolo del Telegraph.uk del 24 settembre 2014.

I resti della grande villa romana di Aiano-Torraccia di Chiusi (Val d’Elsa, Toscana) potrebbero venire ricoperti di nuovo, dopo anni di lotta contro “una burocrazia incompetente” (cit. Telegraph.uk).

Nell’articolo il Telegraph ribadisce il fatto che l’Italia è stata paragonata ad una “repubblica delle banane” per la sua incapacità di proteggere i resti di una villa romana di 1.600 anni, scoperta in Toscana.

E come dargli torto? Per anni, gli archeologi hanno scavato il sito raggiungendo gli strati che hanno rivelato splendidi mosaici e marmi di una villa di epoca romana. Come giustamente commenta l’inviato del Telegraph, siamo di fronte all’ennesima scena già vista (aimè) in Italia, dove burocrazia e confusione tra le diverse autorità preposte al settore non fanno altro che portare ad un esito poco edificante. Infatti a meno che non avvengano nuovi sviluppi dell’ultimo minuto, il sito dovrà essere ricoperto di nuovo, totalmente, di terra: ricoperti i resti delle sale, gli atrii, i pavimenti con mosaici.

La villa romana è stata scavata fino al 2012 da archeologi italiani che lavorano a fianco di colleghi provenienti dal Belgio.

“Mi dispiace dirlo, perché sono italiano, ma tutto questo è vergognoso. I miei colleghi belgi la chiamano: una saga della repubblica delle banane. L’impressione che l’Italia sta dando è che non si preoccupa dei suoi beni culturali. E ‘così ridicolo, è quasi comico”, ha detto il Prof. Marco Cavalieri, responsabile del progetto di ricerca, al Telegraph.

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uno dei momenti di studio delle strutture della villa romana di Aiano-Torraccia di Chiusi.
(foto dal gruppo facebook della missione di scavo)

IL PARADOSSO ovvero IL NODO DELLA QUESTIONE

Tutto questo perché si è creata una situazione di stallo burocratico: la villa si trova su un terreno di proprietà di un agricoltore, recentemente, però, dichiarato in stato di fallimento dal tribunale di Siena. Gli archeologi sono tenuti a pagare una modesta tassa al proprietario del fondo agricolo ma, a causa dell’insolvenza del contadino, il contadino stesso non viene più considerato il legittimo proprietario del terreno, perché dichiarato fallito dal tribunale; i suoi beni andranno all’asta compreso il terreno della villa romana. La questione è stata deferita al tribunale nella vicina Siena, ma il tribunale stesso non è stato in grado di pronunciarsi su chi dovrebbe ricevere il pagamento del canone.

Quindi:

la missione archeologica ha i fondi per pagare il canone e quindi proseguire nel lavoro di indagine stratigrafica e studio, ma poiché il contadino, in quanto insolvente, non figura più come proprietario, il terreno rimane come sospeso in un limbo.

Non si sa a chi deve essere corrisposta la somma, perciò nell’incertezza gli archeologi che stavano operando su questo terreno sono obbligati a richiudere tutto [per salvarla dalle intemperie] in attesa di una soluzione. Questo perché non si può pagare l’indennizzo di occupazione a chi è coinvolto in un fallimento e allo stato attuale non si può ancora identificare legalmente il soggetto al quale versare la somma.

IL MURO DELLA BUROCRAZIA ITALIANA

Il consiglio comunale di Torraccia di Chiusi è pienamente disposto a comprare il terreno, così da lasciar lavorare gli archeologi in tutta tranquillità, ma di fronte si è materializzato questo muro di burocrazia.

“Abbiamo stanziato € 40.000 per l’acquisto del terreno, ma la Corte non ha ancora risposto. Tutto è bloccato”, ha detto Giacomo Bassi, il sindaco di San Gimignano a La Repubblica.

UNO SKYLINE DI TORRI MEDIEVALI

San Gimignano, si trova a pochi chilometri dalla villa romana di Torraccia di Chiusi, è uno dei più famosi posti della Toscana, dove arrivano da tutto il mondo per visitare quella che è stata definita “la Manhattan del Medioevo” per il suo skyline di torri medievali. E giustamente viene osservato dagli archeologi che lavorano sul sito della villa, che questa potrebbe diventare un’interessante “tappa” alternativa ai tantissimi turisti che “invadono” in pullman questo borgo toscano.

“Sarebbe un modo per canalizzare le persone altrove. L’Italia si basa troppo spesso sul turismo di massa, dove le persone vengono a visitare a un posto giusto il tempo di fare un giro per poche ore, tutto in un giorno, fare un paio di fotografie, e poi andarsene via subito “, ha detto il Prof. Cavalieri, professore di Archeologia Romana all’Università di Lovanio, in Belgio.

“Si tratta di un’importante villa, su di un grande sito archeologico proprio nel cuore della splendida campagna toscana. Ma la burocrazia italiana è una cosa difficile da combattere “.

Nel frattempo, il sito è tornato ad essere soffocato dalla vegetazione e rimasto esposto agli agenti atmosferici e praticamente abbandonato a causa dei due anni di battaglie legali. In aggiunta, per ricoprire il sito il lavoro costerebbe ben € 20.000 !

“La disputa sulla villa romana è solo l’ultimo esempio di una Italia che lotta per accudire e sorvegliare il suo straordinario patrimonio culturale, che va dalla città romana di Pompei agli antichi siti greci in Sicilia” (cit. Telegraph.uk).

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la villa Romana di Aiano-Torraccia di Chiusi.
(dalla pagina facebook della missione di scavo)

MA PERCHÉ’ AIANO-TORRACCIA DI CHIUSI E’ UN SITO ARCHEOLOGICO COSI’ IMPORTANTE?

Qui dal 2005 al 2012 è stato riportato alla luce un sito archeologico di enorme valore: 7 anni di scavo archeologico per ridare vita alla dimora di un nobile romano, forse un proconsole dell’Impero. Una scoperta monumentale e inattesa intuita già negli anni ’20 da Ranuccio Bianchi Bandinelli.

E soprattutto si tratta di un capolavoro accostabile alla Villa del Casale di Piazza Armerina.

LA VILLA ROMANA DI AIANO-TORRACCIA DI CHIUSI

La villa romana di Aiano-Torraccia di Chiusi è una villa della tarda Antichità Romana (III-VII secolo d.C.), che si trova ai margini orientali dell’ager Volaterranus (Etruria settentrionale interna). Grazie alla sua posizione nel cuore dell’antica regio VII, la villa è in una zona di collegamento tra l’entroterra e il mare, e grazie alla rete fluviale regionale posizionata in una strategica posizione di contatto tra il Nord e il Sud.

La villa di Aiano-Torraccia di Chiusi presentava, almeno nella sua fase monumentale, un’eccezionale decorazione marmorea, sia parietale che pavimentale, di cui sono stati ritrovati, ad oggi, oltre 600 frammenti. Si tratta in percentuale abbondante di marmi bianchi di diversa provenienza e granulazione, ma anche di marmi colorati (nell’accezione di “poikiloi lithoi”) provenienti da tutta l’area del Mediterraneo, in alcuni casi, molto rari e molto costosi.

Nell’ultimo periodo di vita del complesso architettonico, però, gran parte del marmo finisce frammentato e calcinato: la prova di questo tipo di lavorazione si ha sia nel ritrovamento di parti con decorazione asportata tramite l’uso di scalpello, sia nella presenza di frammenti calcinati, sia nella scoperta di due porzioni di marmo contigue provenienti da due aree fisicamente ben distinte del sito, scavate in campagne diverse.

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La villa Romana di Aiano-Torraccia di Chiusi.
(dalla pagina facebook della missione di scavo)

AD OGGI SOLO UN DECIMO DELL’ESTENSIONE TOTALE

Solo un decimo dell’estensione totale è stato indagata fino ad oggi; un’estensione totale che viene ipotizzata di circa 12.000 mq (stabiliti sulla base sia delle ricognizioni di superficie sia di indagini diagnostiche strumentali).

In particolare è stato riportato alla luce:

  • un padiglione composto da un’aula a pianta esagonale
  • i tre lati del padiglione delimitati da esedre (la c.d. Sala Triloba)
  • l’ingresso preceduto da un vestibolo attraverso cui si accede alla
  • sala centrale e anche ad
  • una ambulatio pentalobata

L’indagine archeologica ha permesso di scoprire una struttura residenziale, ampia e articolata di cui sono state messe in evidenza almeno tre fasi di vita:

  1. la fondazione (fine III-IV secolo d.C.);
  2. un’importante restaurazione e riorganizzazione della villa (seconda metà del IV-prima metà del V secolo d.C.);
  3. un’importante trasformazione del sito dopo il suo abbandono (VI-VII secolo d.C.): questa fase si caratterizza per la presenza di numerosi atelier di produzione che occupano le strutture residenziali e recuperano l’apparato decorativo della villa diventata miniera di materie prime e deposito di residui di produzione.
Aiano_Torraccia_di_Chiusi_SAn_Gimignano
il pavimento in opus signinum della villa romana di Aiano-Torraccia di Chiusi
(dal sito: http://www.villaromaine-torracciadichiusi.be/index.php/it/)

IL MOSAICO

Il pavimento a “mosaico” della Sala triabsidata è una delle scoperte più stupefacenti, sotto il profilo monumentale, tra quelle fatte alla villa d’Aiano-Torraccia di Chiusi: ben 80 mq di tessere bianche e nere! Si trova all’interno della grande sala a tre esedre e tecnicamente è un pavimento in opus signinum decorato mediante l’utilizzo di tessere musive che formano motivi decorativi geometrici.

Tracce dell’originario strato rosso pittorico sono poi ancora sorprendentemente presenti in alcune zone del pavimento, un’azione abbastanza frequente questa. Infatti, attraverso l’omogeneizzazione tecnica di pittura e mosaico la decorazione acquistava maggiore risalto sul fondo rosso e, dato non da poco, una riduzione dei costi d’esecuzione, grazie alla diminuzione del numero di tessere necessarie, sostituite da un’esecuzione pittorica. Per quanto riguarda la cronologia, il pavimento viene datato alla seconda fase di vita della villa, cioè quando, tra la fine del IV e la prima metà del V secolo d.C., la planimetria della sala è ristrutturata passando da sei a tre absidi perimetrali.

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dettaglio delle tracce di strato rosso pittorico (dal sito: http://www.villaromaine-torracciadichiusi.be/index.php/it/)

“Un intreccio di calici curvi con occhiali” campeggia al centro del pavimento, mentre “una decorazione di tipo geometrico, con figure curvilinee e rettilinee ripetute, dall’evidente funzione riempitiva” sono la decorazione geometrica impiegata.

Molto bello è il disegno a forma di Kantharos nell’esedra ovest: dal vaso infatti fuoriescono tralci vegetali, una tipologia decorativa, questa, molto diffusa in età tardo antica e generalmente datata tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C.

ATELIER PRODUTTIVI

Forse per motivi strutturali, forse per eventi storico-economici, la struttura nel corso del V secolo d.C. cessa la sua funzione residenziale, diventando sede di numerosi atelier produttivi per la produzione di ceramica e di oggetti in osso e per il recupero e la lavorazione del vetro e dei metalli. Lo testimoniano le fornaci, le fosse, gli scarti delle lavorazioni, i depositi con ampie tracce di attività pirotecnologica. E’ in questo modo che tra il VI e i primi anni del VII secolo d.C. la villa viene sistematicamente spoliata di tutti i suoi arredi, diventando allo stesso tempo cava di materie prime e deposito dei residui delle lavorazioni.

OTIUM o AVAMPOSTO ROMANO IN VAL D’ELSA? LO SCOPRIREMO MAI?

“Questa Villa racconta almeno 4 secoli di storia, può dirci se fosse solo una nobile residenza per l’otium oppure un caposaldo del potere romano in Val d’Elsa” ha detto Giacomo Baldini, direttore dello scavo.

Ma questo lo scopriremo mai? Tutto questo finirà, infatti, ricoperto dalla terra chissà per quanto. Però il problema non è questo, perché ricoprirlo significa tutelarlo soprattutto dagli agenti atmosferici.

Il problema (grave!) è il sistema italiano che è diventato così complesso, complicato e a scatole cinesi che gli stessi Enti locali non sono più in grado di trovare una via d’uscita una volta finiti dentro il meccanismo. Il problema è che nonostante i fondi già stanziati e disponibili, non si riesca a fare ricerca per una burocrazia che è avvolta su se stessa, e che rimane imprigionata da se stessa.

Aiano_Torraccia_di_Chiusi_San Gimignano
la villa durante lo scavo archeologico

Sito internet ufficiale dello scavo della Villa di Aiano-Torraccia di Chiusi

La pagina relativa allo scavo dell’Accademia Belgica

Pagina facebook della missione di scavo di Aiano-Torraccia di Chiusi

SE VUOI APPROFONDIRE:

Bibliografia 

Aiano-Torraccia di Chiusi:nuovi dati dalla VI campagna di scavi alla villa tardo antica.

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