LA MEMORIA DEL GENERE UMANO COLPITA DALLE DISTRUZIONI FEROCI IN IRAQ

Iraq
patrimonio dell’Umanità

Dall’inizio di giugno 2014, i gruppi armati estremisti, tra cui l’ISIS (IS), hanno iniziato a controllare la maggior parte del nord-ovest dell’Iraq, da Mosul fino a Falouja sull’Eufrate e Tikrit sul Tigri.

Recentemente su RaiNews Paolo Matthiae ha parlato di questa drammatica situazione, che interessa tutto il medio Oriente e che ha come comune denominatore un

“mercato antiquario accanitamente alle porte”.

Questo è il comunicato stampa e appello di Abdulameer al-Hamdani, Archeologo dell’Iraq Heritage Senior Fellow [liberamente tradotto da me, qui l’articolo originale]:

NON DEVONO PIÙ’ ESISTERE

“I siti archeologici, i musei e i manufatti antichi; i santuari e le tombe non-islamiche; i luoghi di culto non sunniti; le statue e i monumenti moderni; le librerie: tutto questo non dovrebbe più esistere e devono essere tutti demoliti, secondo la legge delle nuove frange estremiste.

Più di 4000 siti archeologici si trovano oggi ad affrontare una grave minaccia sia per il rischio di saccheggio da parte di tombaroli e trafficanti d’arte che a rischio distruzione. Il personale e le guardie, che solitamente custodivano le antichità dei siti archeologici, non possono più fare il loro lavoro quotidiano di visita e osservazione dei siti sia ​​per problemi di sicurezza che per la mancanza di carburante e di veicoli.

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Dai rilievi del re Ashur-nasir-pal II da Kalkhu, odierna Nimrud (NYC, Brooklyn Museum).
da Flickr Creative Commons

SACCHEGGI E DISTRUZIONI NELLE ANTICHE CAPITALI ASSIRE

Le capitali assire di Ninive, Nimrud, Khorsabad e Ashur, che erano ancora perfettamente conservate, così come centinaia di antichi siti mesopotamici, sono ad oggi gli obiettivi di saccheggi e distruzioni, in nome delle nuove regole dettate da queste frange estremiste. Ad esempio, il 12 luglio, un gruppo di saccheggiatori armati ha attaccato l’antica città di Nimrud e ha rubato dal Palazzo un bassorilievo neo-assiro dell’ VIII secolo a.C. [unico nel suo genere, perciò estremamente prezioso dal punto di vista storico].

Hatra, una città ellenistica del II secolo a.C., è isolata nel deserto a sud ovest di Mosul, in una zona che viene utilizzata dall’ISIS per addestrare i suoi combattenti.

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La città ellenistica di Hatra.
da Flickr creative commons

UN’ARTE INSANGUINATA

Il Museo di Mosul, il secondo grande museo di tutto l’Iraq, è stato occupato dall’ISIS e quindi il suo staff non può più controllare le preziosissime collezioni. L’ISIS ha intenzione di distruggere le statue presenti ma anche venderne un po’ [n.a. tanto che infatti già si parla di arte insanguinata, come il caso dei “blood diamonds”: un’arte che finisce nel mercato nero e va ad alimentare e foraggiare in questo modo le finanze di questi gruppi armati].

L’ISIS ha evacuato tutto intorno il minareto di Hadba, un complesso che risale al XII secolo. Non è certo se l’obiettivo è il minareto o il santuario di Ali al-Hadi, che è sepolto nella Scuola Nidhamia, e che risale alla stessa epoca del minareto.

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Le mura dell’antica città di Ninive, oggi odierna Mossul.
da flickr creative commons

IL PATRIMONIO CRISTIANO

Ma non solo le antichità dell’antica Mesopotamia vengono distrutte, anche tutto quello che riguarda il patrimonio Cristiano e della cultura Ezidian; così come tutto quello che fa riferimento alle altre minoranze religiose ed etniche, dove in particolare sono state prese di mira sia Mosul che tutta la piana di Ninive. Chiese e monasteri sono stati bruciati o occupati, gli arredi rubati. Il monastero di San Behnam a sud-est di Mosul è stato occupato dall’ISIS e convertito nel loro quartier generale dell’intera regione. La Chiesa di Maria Vergine a Mosul è stato svuotato di ogni cosa e l’immagine della statua di Maria, strappata giù dalla cima, è ora solo un’immagine di archivio.

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Iraq, arte islamica.
da flickr creative commons

IL PATRIMONIO ISLAMICO

Neanche il patrimonio islamico è stato risparmiato dalla distruzione. A quanto pare dopo che i fondamentalisti hanno distrutto tutte le moschee sciite a Mosul e nelle altre città, ora hanno rivolto la loro attenzione ai santuari sunniti.

I santuari sunniti sono stati distrutti a colpi di esplosioni e bulldozer. Tra questi i santuari di Sheikh Fathi, Ibn al-Atheer, e Sultan Abdullah Bin Asim, il nipote del Califfo Omer. Prima di allora, l’ISIS ha fatto esplodere e demolito santuari e luoghi di culto sciiti e sufiti a Mosul, a Telafer, e a Kirkuk. Tra questi santuari vi era il santuario iconico a cupola di Yahya Ibin al-Qasim a Mosul, che risaliva al XIII secolo. I santuari dei profeti Daniele (Nabi Danial), Shayth (Nabi sheeth), e Zarzis (Nabu Jarjees) sono stati distrutti.

DISTRUZIONI

Ma nulla ha colpito profondamente gli iracheni tanto quanto la demolizione del santuario del profeta Giona, noto come Nabi Yunis, che viene rispettato da tutti gli iracheni delle diverse confessioni religiose e etniche.Il Santuario attuale nel 1924 aveva sostituito quello ottomano crollato, ma la paura è per quello che sta sotto il santuario, il Palazzo assiro, che possiede degli insoliti tori alati che erano stati scoperti proprio recentemente, nel 1990 e alcuni di loro sono visibili.

RASI AL SUOLO

La città di Mosul ha circa duecento edifici storici, molti sono del periodo Ottomano, e alcuni sono ancora in uso come edifici governativi, ma ormai un certo numero di questi sono perduti, distrutti dall’ISIS, rasi al suolo.

A Mosul monumenti e statue moderne sono state distrutte o rimosse. Tra di loro c’era la statua di Abu Tammam , un poeta abbaside, che era morto a Mosul, nel 845 d.C., così come la statua di Mulla Uthman al-Mosuly, un cantante, musicista e poeta, nato a Mosul nel 1845.

IL COLLEGE OF ARCHAEOLOGY SARA’ CHIUSO

Hanno preso possesso delle biblioteche pubbliche nelle provincie di Ninawa e Diyala. Nell’Università di Mosul sono stati incontrati alcuni degli accademici che sono stati informati che il College of Arts sarà chiuso; alcuni Dipartimenti del College of Archaeology saranno chiusi. Ci sarà un cambiamento riguardo il Curriculum accademico di studio.

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Tori androcefali da Ninive.
da flickr creative commons

LA COMUNITÀ’ INTERNAZIONALE

La comunità internazionale dovrebbe sostenere l’Iraq nel proteggere il suo ricco e variegato patrimonio culturale. Secondo le legislazioni internazionali e gli accordi delle Nazioni Unite, la comunità internazionale deve prendersi le sue responsabilità umanitarie, culturali e legali per proteggere il patrimonio culturale dei paesi a rischio come l’Iraq in questi giorni. I paesi vicini non dovrebbero consentire il contrabbando dei manufatti rubati dall’Iraq.

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Lamassu, il toro androcefalo alato di Khorsabad, dal Palazzo Dur-Sharrukin di Sargon II.
da flickr creative commons

LA MEMORIA DEL GENERE UMANO

Proteggere il patrimonio culturale dell’Iraq è un’attività globale, perché è la memoria del genere umano”.

[e non è banale retorica: è nella realtà dei fatti che ciò che siamo lo dobbiamo a tutto quello che è accaduto e che è stato su questi territori].

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L’Iraq e il Kurdistan dall’alto, dallo spazio.
Erbil e Mosul sono visibili sulla piana che precede le montagne.
Il Mar Caspio è in alto a destra.
da flickr creative commons.

L’area controllata in Iraq dagli estremisti

Per approfondire l’archeologia Assira in Iraq

L’arte insanguinata

Articolo originale

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La caccia al leone di Ashurbanipal nel Palazzo Reale di Ninive (British Museum).
da flickr creative commons.

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