NELLA VALLE DEL NILO 70 MILA ANNI FA IL PRIMO INSEDIAMENTO DI HOMO SAPIENS

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LA SCOPERTA ARCHEOLOGICA CHE STRAVOLGE LE PRECEDENTI TEORIE

Nella Regione di Affad, nel Sudan settentrionale (esattamente nella regione della Dongola settentrionale) sono stati riportati alla luce notevoli resti di un insediamento umano, la cui datazione è stimata intorno ai 70.000 anni fa. La scoperta è avvenuta ad opera della missione archeologica dell’Istituto di Archeologia e Etnologia dell’Accademia polacca delle Scienze di Poznań (Polonia), attraverso l’indagine condotta nel periodo 2012-2014 e diretta dalla Dott.ssa Marta Osypińska.

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localizzazione del sito di Affad 23, in Sudan

MA PERCHÉ È UNA SCOPERTA COSÌ IMPORTANTE?

Perché è il più antico sito di Homo sapiens in Africa. La scoperta del sito archeologico denominato Affad 23 infatti (se verrà confermata la datazione stimata a 70.000 anni fa) aprirebbe un nuovo capitolo nella storia dell’evoluzione dell’uomo perché rappresenterebbe, nella Valle del Nilo, il più antico sito di Homo sapiens datato così antico e composto di solide strutture di carattere permanente. I resti archeologici di Affad 23 fornirebbero un’evidente prova che gli esseri umani raggiunsero un livello molto più avanzato di sviluppo e adattamento in Africa già durante il Paleolitico medio, molto tempo prima di quanto finora si era creduto.

Quindi finora l’unico sito permanentemente strutturato, rinvenuto in Africa prima del cosiddetto “esodo”.

L’importanza della scoperta è che in questo modo si spostano indietro nel tempo modi di vita e di adattamento in Africa che finora si riteneva facessero parte di un’epoca successiva. Fino ad oggi, infatti, si pensava che l’Homo sapiens avesse iniziato a costruire strutture permanenti solo dopo il cosiddetto “esodo” dall’Africa, la cosiddetta teoria dell’OUT OF AFRICA; cioè si pensava che avesse iniziato a costruire strutture di una certa consistenza solo dopo l’arrivo in Europa e in Asia, là dove le condizioni climatiche più avverse e più fredde avrebbero fatto nascere questa esigenza.

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Sito di Affad 23, resti di buchi di palo

IL “VILLAGGIO”

Quello che è stato scoperto è un vero e proprio villaggio, individuato attraverso le tracce lasciate dalle originarie strutture lignee, e soprattutto stupefacente è la presenza di settori per attività di lavoro specializzato, che rappresentano l’elemento più sorprendente della scoperta.

Quindi possiamo immaginare il villaggio di Affad 23, in un ambiente ancora parzialmente umido, composto da strutture lignee di tipo “leggero” le quali delimitavano fisicamente uno spazio, a sua volta suddiviso al suo interno e specializzato dal punto di vista delle attività di lavoro.

In  particolare il team polacco ha rilevato una grande “officina” per la lavorazione della selce e un’area per la macellazione della carne, quest’ultima posizionata più distante dal centro dell’insediamento, probabilmente per motivi di igiene e per tenere lontani gli animali selvatici.

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ANTICHI CACCIATORI

Nonostante i relativamente semplici strumenti di selce realizzati con la tecnica Levallois, i resti fossili degli animali ritrovati presso il sito dimostrano che gli antichi abitanti del villaggio di Affad 23 praticavano la caccia di animali di grandi dimensioni, come ippopotami, elefanti e bufali; cacciavano specie di dimensioni più modeste, come gazzelle e antilopi, ma anche piccoli animali come scimmie e ratti di canna (dei grandi roditori che abitavano le zone umide, allora ancora esistenti).

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ALLA FINE DI UN PERIODO UMIDO, MA QUALE?

La combinazione dei dati riguardo la posizione del sito, la composizione dell’equipaggiamento litico e il raggio di dispersione dei manufatti starebbero ad indicare un sito appartenente alla fase finale del Paleolitico Medio, quindi datato approssimativamente intorno ai 70.000 anni fa.

Inoltre i dati ambientali rilevati ad Affad 23 e le specie di animali cacciate indicano che la presenza qui di Homo sapiens si è verificata alla fine di un periodo umido:

Ma nel lontano passato si sono verificati almeno due volte tali condizioni ecologiche, circa 75 mila anni fa e circa 25 anni fa. Determinare il momento in cui le persone abitavano la riva del fiume nei pressi di Affad è oggi l’obiettivo più importante del nostro progetto, ha detto l’esperto preistoria Piotr Osypiński.

E’ per questo motivo che con la squadra polacca collaborano gli scienziati della Oxford Brookes University, che stanno aiutando ad analizzare la storia geologica della zona. I risultati aiuteranno a determinare le condizioni climatiche e ambientali che caratterizzarono questa parte della Valle del Nilo nel Nilo durante il tardo Pleistocene, con la speranza di identificare i fattori che hanno contribuito all’eccellente stato di conservazione dei resti archeologici presso il sito Affad 23.

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Il sito Affad 23. Sudan, Valle del Nilo.

Articolo originale

Se vuoi approfondire con la pubblicazione scientifica della missione archeologica polacca.

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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