ASCOLTA: DA UNA TAVOLETTA CUNEIFORME UNA MUSICA DOLCE E MAGICA

Da una tavoletta cuneiforme di 3400 anni fa un’antica melodia: l’inno di Nikkal.

Gli antichi suoni ascoltati in Mesopotamia secoli fa sono stati fatti rivivere da alcuni studiosi dell’Università della California a Berkely, che hanno recentemente ripreso in mano il testo cuneiforme (che fa parte di un corpus di più documenti)  studiandolo ed interpretandolo anche attraverso confronti con altri testi conosciuti.

Lo “spartito” era stato scoperto agli inizi degli anni ’50 in Siria, nella città di Ugarit e tradotto dalla Prof. Anne Draffkorn Kilmer. Datata al 1400 a.C., la tavoletta conteneva segni cuneiformi in lingua hurrita e, soprattutto, il fatto più importante e sorprendente è stato che presentava la notazione del ritmo musicale di un inno di culto.

Prima di questa scoperta praticamente non si sapeva nulla della musica sumero-babilonese, a parte il tipo di strumenti che utilizzavano, in base alle immagini e ai reperti archeologici rinvenuti. Gli studiosi poco conoscevano riguardo la teoria e l’esecuzione pratica di quella che era considerata un’arte divina, il cui patrono era il dio Enki/Ea, il dio della civilizzazione, della saggezza e della cultura.

L’inno hurrita di Nikkal fu l’unico che risultò quasi completo dell’insieme di tavolette cuneiformi rinvenute negli anni ’50, e la cosa più affascinante è la presenza delle istruzioni per il cantante, che in questo brano doveva essere accompagnato da un sammûm a nove corde, cioè una tipologia di arpa o, più probabilmente una lira.

Nikkal era una dea venerata soprattutto nella città di Ugarit ed era legata alla fecondità della natura, in particolare quella dei frutteti, tanto che appunto il suo nome completo Nikkal-wa-Ib significa “Grande Signora e feconda”. Nikkal era la sposa del dio lunare Yarikh, colui che tra le altre cose faceva in modo che durante la notte si formasse la rugiada, quella preziosa umidità che bagna il deserto nelle ore notturne rendendo feconde le piante, soprattutto facendo fiorire i frutteti. Probabilmente vi era una festa a lei dedicata in estate, quando iniziava la raccolta della frutta dagli alberi.

Negli anni ’60 Anne Draffkorn Kilmer ha prodotto una sua interpretazione del brano musicale e da allora, altri studiosi del mondo antico hanno pubblicato le proprie versioni. Più recentemente Kilmer e Richard Crocker della University of California a Berkeley hanno inciso un audio libro chiamato “Sounds from Silence“, in cui vi è una ricostruzione storica della musica antica del Vicino Oriente e, in un libretto di accompagnamento, le fotografie e le traduzioni delle tavolette presenti da cui la canzone di “Nikkal”. Il brano è eseguito accompagnato da una lira, lo strumento probabilmente molto più vicino nel suono allo strumento realmente utilizzato 3400 anni fa.

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L’articolo originale

Francesca Pontani

Copywriter & Storyteller & ContentEditor Sono un'archeologa che senza l'archeologia non vive: Archeologia e Comunicazione Web 3.0 per me sono vitali come l'aria! Professionista della comunicazione web mi occupo di promuovere il tuo brand attraverso storytelling coinvolgenti ed emozionali: attraverso parole, immagini e video. Per collaborazioni di lavoro: www.francescapontani.it Scrivo e Gestisco il blog del Museo Archeologico di Barbarano Romano: museoarcheologicobarbaranoromano.com & il mio blog archeotime.com Pubblico video on the road sul mio canale youtube ArcheoTime

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